Zingaretti: "Sostengo Elly Schlein perché il Pd deve avere il coraggio di cambiare"
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Zingaretti: "Sostengo Elly Schlein perché il Pd deve avere il coraggio di cambiare"

L'ex segretario Pd Nicola Zingaretti spiega perché sostiene Elly Schlein: "Noi dobbiamo tornare a costruire speranza, per farlo questo partito deve avere il coraggio di cambiare»

Zingaretti: "Sostengo Elly Schlein perché il Pd deve avere il coraggio di cambiare"
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30 Gennaio 2023 - 16.32


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L’ex segretario del Pd Zingaretti sceglie Elly Schlein e lo fa con un lungo ragionamento,. “Questo pomeriggio andrò all’evento romano di Elly Schlein per sostenerla. Noi dobbiamo tornare a costruire speranza, per farlo questo partito deve avere il coraggio di cambiare». Lo scrive l’ex segretario Pd Nicola Zingaretti.

«Il Pd 15 anni fa nacque come un’innovazione del sistema politico, ma quando prevale la paura e il conservatorismo si isola, perde il rapporto con le persone. Oggi molto di noi è fuori di noi e, a parte le parole, molte volte chi vorrebbe partecipare è respinto. Oggi per ricostruire una speranza dobbiamo ridarci un’identità e questa, secondo me, deve essere ritornare ad essere la forza italiana ed europea della giustizia sociale e ambientale», aggiunge.

«Il Pd – sottolinea Zingaretti – annunciando e poi non facendo la costituente ha commesso invece l’ennesimo errore. Il gruppo dirigente, malgrado la vittoria delle destre, ha rinunciato a promuovere una risposta collettiva e sincera mentre c’erano tutte le condizioni per farlo.

Avevamo bisogno di ben altro, di un confronto vero, aperto, schietto tra noi e con l’Italia sul futuro da costruire. Con uomini e donne del mondo del lavoro, della cultura delle imprese, della scienza, nei territori con gli amministratori non per farli «aderire» ma per ascoltare e costruire insieme. Proposte di modernizzazione dell’Italia contro le disuguaglianze tra ricchi e poveri, di genere, tra nord e sud, generazionali. Chiamando, in primo luogo i nostri iscritti, non solo a votare ma a partecipare.

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Ma dietro la scusa della fretta si sono preferiti i vecchi riti della conta.

Una scelta dettata dalla paura di affrontare, finalmente, i nodi della nostra identità comune. Rispetto tutti i candidati e candidate per il loro coraggio e per la volontà di affrontare queste sfide, la mia lealtà per tutti sarà totale.

Io sceglierò Elly Schlein perché a mio parere è la scelta più netta, la scommessa per cambiare davvero. Perché a questo punto mi sembra che sia l’ipotesi più’ credibile per tenere aperta una speranza di cambiamento, la strada per ricostruire una critica al tempo presente e che può mobilitare energie nuove verso un impegno di giustizia e uguaglianza rivolto alle persone e soprattutto ai giovani», aggiunge.

«La radicalità con la quale una nuova generazione pone i temi della sostenibilità è dovuta alla paura delle gravissime conseguenze che la progressiva distruzione del pianeta avrà nelle loro vite, una paura che si schianta contro il menefreghismo di tanta politica. Dobbiamo essere i migliori a creare lavori veri e degni attraverso lo sviluppo delle nostre imprese, ma i più testardi e rigorosi nel pretendere che la ricchezza prodotta sia ridistribuita all’insegna dell’uguaglianza e della giustizia e fare in modo che cambi il modo di «consumare» e che comunque «creare» non significhi distruggere il pianeta. Lo prevede la Costituzione e noi non possiamo dimenticarlo», conclude.

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«Il Pd -continua Zingaretti- 15 anni fa nacque come un’innovazione del sistema politico, ma quando prevale la paura e il conservatorismo si isola, perde il rapporto con le persone. Oggi molto di noi è fuori di noi e, a parte le parole, molte volte chi vorrebbe partecipare è respinto. Oggi per ricostruire una speranza dobbiamo ridarci un’identità e questa, secondo me, deve essere ritornare ad essere la forza italiana ed europea della giustizia sociale e ambientale. Una forza con valori e proposte chiare ma non di testimonianza, quindi con una cultura politica unitaria, non settaria. Siamo il Pd e non possiamo rinunciare ad avanzare sempre una credibile proposta di Governo.

«Questo serve alle persone per vivere bene, alle imprese per svilupparsi e crescere, alle ragazze e ai ragazzi per avere un futuro. La digitalizzazione del pianeta, il modo di produrre energia, lo sviluppo delle nuove tecnologie sono solo alcune delle innovazioni che stanno cambiando tutto: come e cosa si produce, le forme di relazione e i modi di vivere. Dobbiamo abbandonare vecchie ricette obsolete ma non abbandonare i valori che le hanno ispirate. Le innovazioni, sono un’opportunità, ma la politica le deve saper indirizzare perché esse siamo messe al servizio della persona e non del suo sfruttamento.

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«L’equivoco negli anni passati, spesso, è stato qui. Una subalternità al presente. E, quando ad esempio con Piazza Grande avevamo iniziato un percorso segnato anche da veri segnali di rinascita, subito si sono alzati muri a protezione».

«Ora -continua Zingaretti- bisogna riprendere un cammino in forme nuove. Il Pd annunciando e poi non facendo la costituente ha commesso invece l’ennesimo errore. Il gruppo dirigente, malgrado la vittoria delle destre, ha rinunciato a promuovere una risposta collettiva e sincera mentre c’erano tutte le condizioni per farlo».

«Avevamo bisogno di ben altro, di un confronto vero, aperto, schietto tra noi e con l’Italia sul futuro da costruire. Con uomini e donne del mondo del lavoro, della cultura delle imprese, della scienza, nei territori con gli amministratori non per farli `aderire´ ma per ascoltare e costruire insieme. Proposte di modernizzazione dell’Italia contro le disuguaglianze tra ricchi e poveri, di genere, tra nord e sud, generazionali».

«Chiamando, in primo luogo i nostri iscritti, non solo a votare ma a partecipare. Ma dietro la scusa della fretta si sono preferiti i vecchi riti della conta. Una scelta dettata dalla paura di affrontare, finalmente, i nodi della nostra identità comune. Rispetto tutti i candidati e candidate per il loro coraggio e per la volontà di affrontare queste sfide, la mia lealtà per tutti sarà totale».

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