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Paradossi delle elezioni a settembre: a Bologna festa de l'Unità senza simboli e bandiere del Pd

Alla festa dell'Unità di Bologna, che comincia fra una settimana con l'inaugurazione del segretario del Pd Enrico Letta, si potrà parlare di politica, ma non si potrà fare campagna elettorale

Paradossi delle elezioni a settembre: a Bologna festa de l'Unità senza simboli e bandiere del Pd
Festa de l'Unità

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18 Agosto 2022 - 19.15


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Paradossi di una campagna elettorale che si svolge ad agosto e settembre, ossia un periodo di festa nel quale ci sono anche molte feste di partito.

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Alla festa dell’Unità di Bologna, che comincia fra una settimana con l’inaugurazione del segretario del Pd Enrico Letta, si potrà parlare di politica, ma non si potrà fare campagna elettorale. È uno dei paradossi di questo fine estate pre-voto che ribalta le stagioni della politica: i tradizionali appuntamenti tardo-agostani, come anche il Meeting di Cl a Rimini che comincia sabato e che vedrà la sfilata di leader e candidati di tutte le coalizioni, non saranno le occasioni della ripresa della stagione dopo la pausa estiva, ma cadranno nel pieno del periodo che porta al voto delle politiche.

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Il caso più delicato è quello della festa dell’Unità di Bologna che si svolgerà senza bandiere e senza simboli del Pd. La questione era stata sollevata da Fratelli d’Italia che aveva anche presentato un esposto al prefetto.

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La festa dell’Unità di Bologna è, infatti, insieme a quella di Modena, la più grande rimasta: anche quando non hanno il titolo di festa nazionale (che quest’anno è a Palermo) hanno comunque una dimensione e una presenza di ospiti che le rende un appuntamento centrale per la vita del Pd. Mentre le festa di Modena si svolge su uno spazio privato, quello di Bologna, la tradizionale area del parco Nord, alla periferia della città, è pubblico, sia pure dato in concessione a un’azienda privata (ma a maggioranza di capitale pubblico) come Bologna Fiere. Uno spazio che però non è compreso fra quelli indicati dal Comune di Bologna per lo svolgimento della campagna elettorale.

«È una violazione delle regole – dice il deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami che nelle settimane scorse ha presentato un esposto in prefettura – è uno spazio pubblico che viene dato in concessione a un partito senza rispettare le regole della campagna elettorale. A Bologna le regole valgono per tutti, ma per il Pd valgono sempre meno».

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Il prefetto Attilio Visconti, in un’intervista al Resto del Carlino, ha però tracciato una soluzione nel rispetto delle norme. «Bisogna rispettare la legge – ha detto – io non posso dare altre indicazioni, se non vigilare che non sia fatta campagna elettorale in contesti impropri. Non dovranno quindi esserci manifesti e cartelloni o appelli al voto. Si potrà invece parlare d’altro. Gli organizzatori della festa dell’unità possono fare quello che vogliono, tranne campagna elettorale».

Così il Pd si è adeguato: come ha spiegato il responsabile della festa Lele Roveri non ci saranno bandiere o simboli di partito, ma la festa avrà la solita anima e il solito format: tagliatelle e dibattiti politici, confronti aperti alla società e tortellini. Ovviamente sarà difficile far finta che le elezioni non ci siano, ma alcuni paletti dovranno essere rispettati. «Eravamo intenzionati – dice Stefano Vaccari, responsabile organizzazione del Pd – a fare la festa già da prima della campagna elettorale. Rispetteremo le regole per i partiti in aree pubbliche. Nessuno però ci vieta di fare la festa e che alla stessa partecipino i nostri candidati. I partecipanti saranno tutti impegnati a sostenere il Pd e a battere la destra, anche senza il simbolo del partito sui cartelloni. Perché siamo gente seria e responsabile, certo dispiace…» 

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