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Il monito di Zagrebelsky: "Il presidenzialismo rischia di fondarsi sull'odio"

Il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky: "La democrazia può essere di due tipi: decidente (dove decidere significa separare) o deliberante, dove le parti si confrontano"

Il monito di Zagrebelsky: "Il presidenzialismo rischia di fondarsi sull'odio"
Gustavo Zagrebelsky

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14 Agosto 2022 - 10.58


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Immaginate uno come Trump al Quirinale al posto di Mattarella? E con quali poteri? «La democrazia può essere di due tipi: decidente (dove decidere significa separare) o deliberante, dove le parti si confrontano, cercano una mediazione e infine una sintesi. Il presidenzialismo spinge verso una democrazia decidente, il parlamentarismo verso una democrazia deliberante, in cui il confronto non è tra nemici, ma tra diversi».

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Lo spiega in un’intervista alla Stampa il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky: «Estremizzando: il presidenzialismo rischia di fondarsi sull’odio – precisa – Il parlamentarismo mira alla comprensione. In Italia il pericolo dell’odio non può essere sottovalutato. Sono proprio due modelli alternativi».

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Parlando della bufera scoppiata dopo le dichiarazioni di Berlusconi che ha invocato le dimissioni di Mattarella nel caso passasse la riforma sul presidenzialismo, spiega: «Berlusconi ha detto `sarebbe necessario´, ma non è affatto necessario – afferma – Le cariche costituzionali hanno una loro durata e se si fanno delle riforme queste entrano in vigore alle scadenze naturali». E prosegue: «Sarebbe necessario implica una necessità oggettiva che in realtà non c’è. Altra cosa è immaginare che Mattarella possa autonomamente decidere di lasciare per scelta propria, magari per agevolare la transizione in condizioni di serenità. Ma nessuno dovrebbe condizionare queste sue decisioni eventuali».

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Parlando invece dell’appello lanciato da Liliana Segre a Giorgia Meloni, affinché togliesse la fiamma dal simbolo, il costituzionalista sostiene che «la fiamma è un simbolo e i simboli sono dei segni che chiamano a raccolta. In questo caso il punto politico e culturale è duplice: chi è chiamato a raccogliere quel simbolo? E intorno a che cosa? Il simbolo di per sé non è decisivo. Decisivo è ciò che vuole rappresentare».

Secondo Zagrebelsky «eliminare la fiamma non basta se non si elimina ciò che contiene. Meloni ci dica con chi sta e chi sta con lei. Orban, Vox, Le Pen, sono questi i suoi alleati? È necessario capirlo, per avere un’idea della sua offerta politica e se la sua conversione rispetto al fascismo, storico o perenne che sia, è una cosa seria».

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