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Calenda rompe l'alleanza con il Pd

Il leader di Azione Carlo Calenda ha rotto il patto con il Pd in polemica con l'apertura di Letta con Europa Verde e Sinistra Italiana

Calenda rompe l'alleanza con il Pd
Carlo Calenda

globalist Modifica articolo

7 Agosto 2022 - 14.50


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Calenda ha fatto salvare il banco e ha scelto di rompere l’alleanza che aveva siglato solo un paio di giorni fa.

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«Alla vigilia di queste elezioni avevo intrapreso un negoziato col Pd per costruire un’alternativa di Governo. Non ho mai avuto intenzione di distruggerlo. Ho fatto un negoziato con Enrico Letta. Mano a mano che questa negoziazione andava avanti, si aggiungevano pezzi che stonavano». 

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Lo ha detto il segretario di Azione, Carlo Calenda, ospite di «Mezz’ora in più» su Rai3. 

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«Mi sono trovato al fianco di persone che hanno votato 54 volte la sfiducia a Draghi e persone come gli ex M5s che hanno demolito il lavoro fatto e hanno inquinato il dibattito politico. Mi sono un po’ perso», ha spiegato.

Il dialogo con Letta
L’Italia ha bisogno di un grande partito socialdemocratico e liberale. Allora ho fatto un negoziato con Enrico Letta, ho detto, `cerchiamo di costruire una alternativa di governo, in fondo siamo simili, abbiamo la credibilità, facciamo un’Italia che non promette ma realizza´. 

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«Mano a mano che si andava avanti si aggiungevano pezzi che stonavano – ricorda Calenda – e ora io mi trovo a fianco di persone che hanno votato 55 volte la sfiducia a Draghi, hanno inquinato la politica italiana per 4 anni. Quindi mi sono perso, e due giorni fa sono andato da Enrico Letta e gli ho detto, `guarda, rinuncio ai collegi, prendi tu il 90% e io il 10%, ma facciamo un’alleanza netta, e costruiamo una alternativa di governo´».

Con ingresso di Fratoianni subito attaccata l’agenda Draghi

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“A Letta avevo proposto un’alleanza netta – dice Carlo Calenda motivando la sua decisione di fermare l’alleanza con il Pd -. Gli avevo detto che rinunciavo ai collegi, avrei accettato anche solo il 10%. La sensazione è che c’è il Pd in mezzo e poi una serie di forze, ho perso il conto. Ma c’era un punto chiaro, il fatto che entrasse in coalizione Fratoianni non implicava che esprimessero da subito il no all’agenda Draghi. Invece c’è stato un crescendo, che ha dimostrato come sarà la campagna elettorale, che nopn sarà contro la destra ma demolirà l’area liberale della coalizione”. 

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