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Calenda ancora contro tutti: "Letta imprudente, Salvini e Berlusconi offesi, robe da quinta elementare"

Il leader di Azione Carlo Calenda: "Mario Draghi deve andare avanti a governare, ma solo se saranno i partiti ad accettare le sue condizioni"

Calenda ancora contro tutti: "Letta imprudente, Salvini e Berlusconi offesi, robe da quinta elementare"
Carlo Calenda

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19 Luglio 2022 - 18.54


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Come sempre Calenda contro tutti. «Letta ha chiesto, imprudentemente, a Draghi di vederlo. Allora Salvini e Berlusconi si sono offesi e chiedono a Draghi di vedere anche loro, altrimenti il governo è ancora più a rischio. A me sembra tutta una roba da quinta elementare. Dalle gelosie di Conte in poi. Anche basta». Lo scrive su Twitter il segretario di Azione Carlo Calenda.

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Mario Draghi deve andare avanti a governare, ma solo se saranno i partiti ad accettare le sue condizioni. Ad affermarlo in un’intervista al `QN´ è il leader di Azione Carlo Calenda che dice di essere «tra quelli che vogliono fortemente che Mario Draghi guidi il Paese in uno dei momenti più drammatici della nostra storia. Ma non si può pretendere che Mario Draghi diventi il parafulmine delle irresponsabilità dei partiti». Ecco perché al premier «non gli si può chiedere, e non deve farlo, di rimanere a ogni costo e a prescindere».

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Domani si terrà il voto di fiducia alle Camere. «Mario Draghi – sostiene il leader di Azione – deve andare in Parlamento e fare un discorso ultimativo dicendo con chiarezza come intende governare da qui alla fine della legislatura». In particolare, «deve spiegare che non tollererà più le richieste folli della Lega di uno scostamento di bilancio o di una contro-riforma delle pensioni. E che non accetterà più i no e i veti a infrastrutture, rigassificatori, termovalorizzatori dei grillini e della sinistra». In sintesi: «In questo momento l’unico che può porre condizioni è Mario Draghi».

Per Calenda è in corso una battaglia «tra serietà e cialtroneria populista». Tra le due «si deve ristabilire la differenza», dice. Anche il centrodestra ha le sue colpe, afferma. «Se vogliono andare a elezioni lo dicano con chiarezza e si assumano la responsabilità davanti al Paese». Sul fronte opposto invece il campo largo non è nato. «La scommessa del Pd dell’alleanza con i 5 Stelle è fallita», sentenzia Calenda, che accusa i dem di voler «sostituire Conte con Di Maio», ma «non capiscono che i populisti restano tali anche quando si mettono la giacca e la cravatta». Ecco perché il «campo serio» di cui il leader di Azione dice di fare parte andrà da solo alle prossime urne.

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