Fratoianni: "A Genova vietato un corteo ecologista perché c'era Draghi, siamo nella Russia di Putin?"
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Fratoianni: "A Genova vietato un corteo ecologista perché c'era Draghi, siamo nella Russia di Putin?"

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana: "L'espressione del dissenso in questo Paese sia diventato un problema di ordine pubblico"

Fratoianni: "A Genova vietato un corteo ecologista perché c'era Draghi, siamo nella Russia di Putin?"
Nicola Fratoianni
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12 Febbraio 2022 - 12.28


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Il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni in un post su Facebook ha reso pubblica una denuncia di Mariano Passeri, consigliere municipale di SI a Genova, che ha rivelato che “nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio Draghi si è recato a Genova, evidentemente per rilanciare la propria immagine ammaccata dalle vicende quirinalizie e dai continui litigi della sua maggioranza. E durante quella visita nel capoluogo ligure è successa una cosa abbastanza grave, denunciata da Mariano Passeri, nostro consigliere municipale e che intendiamo portare in Parlamento”. 

“A Sampierdarena, lungo le strade del corteo del premier – prosegue nella sua denuncia il leader di SI – il ‘Comitato Solidale Firpo’ famiglie, insegnanti, e bambini che avevano preparato cartelli, per far sapere che in quel luogo c’è una battaglia contro la decisione del sindaco di Genova di posizionare un deposito chimico a pochi metri dalle case e dalle scuole, in un quartiere già gravato da altre problematiche ambientali. Ebbene sono arrivate le forze dell’ordine che hanno fatto togliere i cartelli e trattenuto nei giardini mamme e insegnanti del Comitato, per evitare che potessero impugnare i cartelli e avvicinarsi alla strada da cui sarebbe passata l’auto di Draghi”. 

“Sono francamente – insiste l’esponente dell’opposizione di sinistra – senza parole. Secondo lorsignori è troppo offensivo per gli occhi del Presidente del Consiglio guardare cartelli di bambini che chiedono la tutela dell’ambiente e del territorio? È normale trattenere per un’ora mamme e insegnanti come se si trattasse di persone pericolose? Azioni del genere appartengono più alle consuetudini della Turchia di Erdogan o della Russia di Putin, e non possono certo avere cittadinanza in una democrazia”.

“Questa storia fa il paio con ciò che è accaduto agli studenti nei giorni scorsi: l’espressione del dissenso in questo Paese sia diventato un problema di ordine pubblico. Quanto fanno paura i cartelli dei bambini? Quanto fa paura una rivendicazione di futuro? Anche su questa assurda vicenda interrogherò la ministro Lamorgese. Le risposte deve darle a quelle mamme, a quegli insegnanti e a quei bambini. O anche in questo caso – conclude Fratoianni – si tratta di ‘infiltrati’, ‘centri sociali’ o provocatori?”.

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