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Marescotti: “Quello di Draghi è un governo di destra senza opposizione di sinistra”

L'attore e regista: "Sono molto scettico andiamo di male in peggio. Abbiamo una classe politica che è tentata di candidare alla Presidenza della Repubblica Silvio Berlusconi..."

Ivano Marescotti

globalist

27 Ottobre 2021


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di Antonello Sette

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Marescotti, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha rotto le trattative con i sindacati sul nuovo assetto delle pensione. Niente più quota 100, ma 102, 104 e chi più ne ha, più ne metta…

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Una cosa è sicura, premette il grande attore rispondendo a SprayNews. Quando dicono di voler metter mano alle pensioni, stia pur certo che nessuno ne guadagnerà nulla. C’è da aspettarsi solo che ne riducano l’importo o che ne alzino la soglia e magari che sotto sotto si augurino la morte precoce dei pensione in modo da poter risparmiare, senza colpo ferire. Sento dire “ma come si fa a prendere i soldi da chi non ne ha”. Sì ma, siccome i ricchi sono pochi, i soldi è meglio andare a prenderli dai pensionati, che sono tantissimi. Così ragionano questi signori.  

Eppure sento dire che il Governo Draghi è il migliore dei governi possibili…

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Guardi, è uno schifo. Per cominciare, siamo arrivati al punto che Draghi non interpella neppure i partiti che sostengono il suo Governo. Tutte le cosiddette riforme portano il suo nome. E’ un uomo solo al comando, manco fosse Fausto Coppi. Il Parlamento è totalmente escluso. Non c’entra più nulla. E’ un coro senza stecche. Tutti, dai giornali ai partiti e agli opinionisti, ripetono un’unica filastrocca: “Non disturbare il manovratore”. Di chi vuole che faccia gli interessi Draghi? Lui è un banchiere. Di chi fanno gli interessi i banchieri?

La sento nauseato…

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Più che nauseato, sono schifato. E’ un Governo di destra, senza alcuna opposizione di sinistra. Al massimo qualche freno qua e là. Sono arrabbiato con i Cinquestelle, che hanno votato anche loro questo Governo di merda, per non parlare del Pd, che ormai è un partito liberale, destrorso, di una destra democristiana. E poi ci sono i fascistoni della destra.

Che speranze conserva dentro di sé?

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Sinceramente nessuna speranza. Sono molto scettico andiamo di male in peggio. Abbiamo una classe politica che è tentata di candidare alla Presidenza della Repubblica Silvio Berlusconi: Uno che, secondo una sentenza di condanna  passata in giudicato, ha una naturale capacità a delinquere e che è stato, a suo tempo, espulso dal Senato per indegnità. 

Una classe politica, a cui appartiene anche il Pd che lei nato, come orgogliosamente rivendica, con la tessera del Pci, ha contribuito a fondare…

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Purtroppo. Io speravo di fare una cosa di sinistra. Nella vita si tenta. Non appena ho visto dove andavano a parare, me ne sono andato, senza neppure aspettare l’arrivo di quel simpaticone di Matteo Renzi. Ma come fa un partito, erede del Pci, a consegnarsi nelle mani di uno come Renzi? Uno che si vede lontano un miglio che è un uomo di destra, un berlusconiano nell’anima. Si vedeva già allora. L’avevo capito io, che non faccio il politico di professione. Non c’è una classe politica degna di una qualsiasi considerazione positiva, tranne forse qualche frangia assolutamente inconsistente. 

Anche i Cinquestelle hanno tradito le aspettative…

Hanno fatto un Governo con la Lega. Quella è una scelta sputtanante in maniera definitiva. Dove cojo cojo. Uno che dice, che non è né di destra né di sinistra, è di destra. C’è poco fare. 

Mentre parliamo, il Senato ha accolto la richiesta di Fdi e Lega e di fatto affossato la proposta di legge Zan contro l’omofobia. “Così si fa, grandissimi senatori, ha commentato il deputato della Lega Claudio Borghi…

Che le dicevo? Questo è un Governo di destra, sostenuto dalla destra.

 

 

 

 

 

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