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Senato senza coraggio: la mozione contro Forza Nuova diventa una 'mozioncina'

Le mozioni del centrosinistra sono diventate un generico ordine del giorno contro 'tutti i movimenti eversivi'

Senato senza coraggio: la mozione contro Forza Nuova diventa una 'mozioncina'
Matteo Salvini (a sinistra) e Gianluca Savoini a Mosca (foto tratta dal sito Lombardiarussia.org)

globalist

20 Ottobre 2021 - 21.43


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Erano nate come quattro mozioni del centrosinistra per lo scioglimento di Forza Nuova, in seguito ai fatti del 9 ottobre a Roma. Sono diventate, con i soliti togli e metti parlamentari, un ordine del giorno firmato da Pd, LeU, M5s, Iv e dalle autonomie. Il Governo, per voce di Ivan Scalfarotto, ‘si rimette all’Aula’. E all’Aula manca il coraggio. Di conseguenza, il Governo non ha nessun obbligo, solo un indirizzo, un gentile invito a valutare, se avanza tempo, lo scioglimento di un movimento neofascista che due settimane fa ha assaltato la sede di un sindacato nel cuore della capitale di un paese costruito sull’antifascismo. Che vuoi che sia, robetta. 

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Il coraggio


A mancare, si diceva, è il coraggio. Il coraggio di definirsi antifascisti senza se e senza ma. Perché nelle mozioni del centrosinistra il riferimento a Forza Nuova, al fascismo, ai fatti di Roma e allo scioglimento del Movimento c’erano. In quelli della destra, invece, c’era un generico riferimento a ‘ogni movimento eversivo’. Che vuol dire tutto e vuol dire niente, perché di movimenti eversivi in Italia non ce ne sono poi così tanti. Ce n’è uno, ed è di matrice neofascista, che Giorgia Meloni la voglia riconoscere o no. 
Tra le forze eversive citate nella mozione della destra c’era di tutto: dai No Global del G8 di Genova, ai No Tav, ai centri sociali. E alla fine, nel documento che è stato approvato è a queste generiche realtà eversive cui si fa riferimento. “Tutte, nessuna esclusa”. outstream

“Il vostro è un approccio di sintesi, il nostro un approccio generale. Sono approcci politici diversi, non dateci anche lezioni di diritto costituzionale”, dice nelle dichiarazioni di voto Anna Maria Bernini di Forza Italia, sottolineando che “la violenza è quella roba lì (i fatti di Roma, ndr) ma anche questa roba qui (gli episodi di violenza di frange del centrosinistra, ndr)”.
“Il parlamento non può sciogliere nessuna forza politica, è un compito che spetta al governo o alla magistratura. Se il governo ha le prove per chiudere Forza Nuova lo faccia”, rincara la dose Cirianni di Fratelli d’Italia. L’attacco della Lega, invece, arriva da Romeo: Ci hanno pure buttato le bombe nelle nostre sedi e nessuno ha fatto niente. Questo Parlamento – ha concluso – stia attento a non sottovalutare le migliaia di persone che sono scese in piazza civilmente per manifestare”. 

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