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Adil Belakhdim, chi era costui? Salvini parla di tutto ma non una parola sul sindacalista ucciso

Il capo della Lega sempre attento a rilanciare storie che riguardano gli stranieri, ma solo quando delinquono ha ignorato per tutto il giorno la tragedia che ha scosso il paese. Non era conveniente per il suo racconto

Il leader della Lega Matteo Salvini
Il leader della Lega Matteo Salvini

globalist

18 Giugno 2021 - 17.35


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Avete presente quando arrestano uno straniero che succede sui social dei nostri estremisti di destra che aspirano a guidare l’Italia?

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Accuse su accuse per far passare il concetto che le colpe di un singolo  devono essere riversate su una intera comunità o intero gruppo.
Che è esattamente il principio fondante del razzismo o delle discriminazioni: uno straniero spaccia? Gli stranieri sono spacciatori. La famiglia di Saman ha ucciso la figlia? Allora tutte le famiglie pakistane sono potenziali asasassine.

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Ovviamente il principio non vale al contrario: un commercialista legato alla Lega viene condannato per una brutta storia di soldi?  E allora si è garantisti e, semmai, il caso del singolo non può riguardare una intera comunità politica.

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E oggi cosa accade? Che viene ucciso un italiano di origine marocchina, dal nome arabo. Ma quel ‘marocchino’ non è uno spacciatore, un delinquente. Insomma non è il prototipo di straniero sul quale la destra fa propaganda.
No. E’ un sindacalista travolto e ucciso mentre pacificamente manifestava davanti ad un centro commerciale.

Si chiamava Adil Belakhdim, era giovane e aveva famiglia.

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Ed ecco che  Salvini, quello che si presenta come la destra vicina al ‘popolo’ contro le élites, parla di tutto, meno che della morte di questo lavoratore, tanto più se vicino ad un sindacato come quello dei Cobas notoriamente schierato a sinistra.

Capita che, ad esempio, la pagina social di Salvini ancora alle 19 parlava nell’ordine della manifestazione della destra indetta a Roma, dei referendum sulla giustizia, sugli aumenti di personale di polizia grazie al sottosegretario Molteni (mica al governo…) e poi dei fondi per Cosenza.
Poi sul sindaco di Palermo Orlando che “anziché invitare in clandestini’ doveva occuparsi del. Caso delle bare.
Poi dei termovalorizzatori che sono stati sbloccati in Sicilia per merito della Lega.

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Del caso di Saman per dare addosso ai pakistani, della riunione della Lega a Mestre, della richiesta di aprire le discoteche e della morte di Giampiero Boniperti.
Del sindacalista italiano di origine marocchina morto nemmeno una parola.

Ps: un comunicatino della Lega e una dichiarazione di Calderoli non cambiano la sostanza.

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