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Vittimismo leghista: Centinaio denuncia un 'disegno' dei giudici contro Salvini

Per il senatore leghista "Salvini è una vittima e c'è qualcosa che non funziona nella magistratura italiana o in parte della magistratura italiana"

Gian Marco Centinaio
Gian Marco Centinaio

globalist

21 Gennaio 2020 - 10.22


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Lanciare accuse è molto semplice, quando non fai i nomi: questa è la tecnica di Salvini e dei leghisti. Non si fanno nomi e cognomi di chi sta ordendo questo ‘complotto’ contro il capo leghista, si parla sempre in modo generale di ‘giudici’ e ‘magistratura’. 
Lo stesso squallido spettacolino si è tenuto ieri a Circo Massimo, su Radio Capital, dove il senatore leghista Gian Marco Centinaio ha detto che “sicuramente c’è un disegno contro Salvini da parte di alcuni esponenti della magistratura”. 
Salvini, continua Centinaio, “è una vittima. Nel momento in cui la magistratura italiana ci dice che Rackete non è da colpevolizzare e che Salvini è un ministro che non ha fatto gli interessi degli italiani, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona nella magistratura italiana o in parte della magistratura italiana, e in questa politica che va dietro a questa parte di magistratura. Ma va bene così. E di conseguenza abbiamo messo il nostro leader nelle mani della magistratura”.
Conte e Di Maio continuano a negare il loro coinvolgimento nella vicenda Gregoretti: “Tutti gli atti che venivano fatti dai membri del governo poi venivano spiegati e condivisi in Consiglio dei ministri. Nella maggior parte dei casi questi atti venivano condivisi preventivamente”, spiega il senatore. “Continuo a essere dell’idea che non si possa mistificare la realtà e non si possano raccontare le bugie agli italiani. Conte per la cadrega è disponibile a dire che non si chiama Conte, ma non si può dire che non era informato, questa è la realtà dei fatti e quello che succedeva in Consiglio dei ministri. Questo vale anche per Di Maio, a meno che non fosse assente, visto che raramente era in Consiglio. Tutti i ministri erano informati sulle azioni che venivano fatte con la Gregoretti. Di Maio è legato alla cadrega più di Conte, sappiamo benissimo che se dovesse andare a casa dovrebbe trovarsi un posto di lavoro o chiedere il reddito di cittadinanza”.
E le elezioni di domenica? “L’Emilia Romagna e la Calabria per noi sono importantissime, talmente importanti che la maggioranza ha rimandato qualsiasi decisione su qualsiasi provvedimento a dopo le elezioni. Non è solo un voto regionale, ma anche un voto politico”, dice Centinaio. “Il voto dovrebbe far riflettere chi ci sta governando. E se perdono devono andare a casa, è anche la linea della maggioranza, ho sentito dei leader nel Pd dire che non si potrà far finta di niente. L’unico che non ha capito cosa sta succedendo è il presidente Conte, che vive nella sua bolla di vetro tranquillo e beato pensando di essere in vacanza”.

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