Mattarella conferisce l'incarico a Conte: "Sarà un governo di novità"

L'incarico è stato assegnato in base all'intesa politica certificata nelle consultazioni da Cinque Stelle e Dem. I nodi ora riguardano, più che il programma, i ruoli e il consenso interno.

Conte

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globalist 29 agosto 2019

Esordisce con un ringraziamento a Sergio Mattarella e, dopo il conferimento dell'incarico, Giuseppe Conte avvia la sua dichiarazione ai giornalisti, al Quirinale, annunciando: "Oggi stesso avvierò le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari. All'esito, mi dedicherò a elaborare il programma con le forze politiche che hanno espresso il loro sostegno a questo nuovo progetto politico". Ed anche a loro il presidente incaricato rivolge "fin d'ora" il suo ringraziamento.


"Realizzerò un governo nel segno della novità, me lo chiedono le forze politiche che hanno annunciato la loro disponibilità" aggiunge Conte, che parla di "una nuova e ampia stagione riformatrice" che si propone di affrontare con un esecutivo che "rilanci la speranza e offra al Paese certezze. "Siamo a poche settimane dall'inizio della sessione di bilancio. Mi metterò subito all'opera per una manovra che contrasti l'aumento dell'Iva, tuteli i risparmiatori, dia una solida prospettiva di crescita e sviluppo sociale". 


"Preciso subito che il mio non sarà un governo 'contro' ma 'per': per il bene dei cittadini, per modernizzare il Paese e rendere la nazione più competitiva, giusta, solidale, inclusiva".


"La prospettiva di avviare una nuova esperienza di governo, con una maggioranza diversa dalla precedente, mi ha sollevato più di qualche dubbio". Non lo nasconde, parlando ai giornalisti al Quirinale, Giuseppe Conte. Ma il presidente del Consiglio incaricato aggiunge subito che "ho superato le perplessità", forte anche della "consapevolezza di aver cercato di operare sempre nell'interesse di tutti i cittadini, nessuno escluso". 


"Molto spesso, negli interventi pubblici sin qui pronunciati, ho evocato la formula di un 'nuovo umanesimo'. Non ho mai pensato che fosse lo slogan di un governo. Ho sempre pensato che fosse l'orizzonte ideale per un intero Paese è il passaggio finale della dichiarazione di Conte.


Il testo dell'intervento del presidente del Consiglio incaricato è riportato integralmente sul sito della Presidenza della Repubblica.



"Abbiamo altresì confermato risolutamente l'esigenza ora di costruire un governo di svolta e discontinuità", ha aggiunto. "Sia chiaro che non c'è alcuna staffetta da proseguire e non c'è alcun testimone da raccoglie ma semmai una nuova sfida da cominciare". Il nuovo governo porterà, ha concluso il segretario, "l'inizio di una nuova stagione, civile, sociale e politica". 


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"Siamo sempre stati un movimento post ideologico, abbiamo sempre pensato che non esistano schemi di destra o sinistra ma solo soluzioni. Ci hanno accusato dell'essere dell'una o dell'altra parte. Questi schemi sono ampiamente superati", ha aggiunto Di Maio, al termine dell'incontro con il presidente della Repubblica. 


"Il ruolo di Giuseppe Conte ci fa sentiti garantiti sulle politiche che vogliamo realizzare", ha proseguito Di Maio.  "Si sono alimentate tante polemiche sulla mia persona - ha rilevato - e mi ha sorpreso che in una fase così delicata qualcuno abbia pensato al sottoscritto piuttosto che al bene del Paese. La Lega mi ha proposto di propormi come premier per il M5s e mi ha informato di averlo comunicato anche a livello istituzionale. Li ringrazio con sincerità ma con la stessa sincerità dico che penso al bene di questo Paese e a non me". A proposito dell'apprezzamento espresso da Trump a Conte, Di Maio ha detto: 'Ci indica che siamo sulla strada giusta'. 


"Lasciatemi dire infine che i cittadini hanno assistito a un dibattito poco edificante su ruolo e cariche. Come capo politico - ha aggiunto - chiederò che il percorso di formazione del nuovo governo parta dalla redazione di un programma omogeneo. Solo dopo si potrà decidere chi sarà chiamato a realizzare le politiche concordate e su questo chiediamo che si rispettino alle prerogative del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio".


In serata c'è stata una telefonata tra Beppe Grillo e Di Maio. A quanto si apprende da fonti vicine a Di Maio e al Garante del M5S, Grillo ha chiarito che il suo riferimento, nel post, "è ai ministeri più tecnici" e "sfido i partiti a trovare persone migliori".  "E' assolutamente normale ed atteso - ha scritto sul suo Blog Grillo -  che ogni accenno ad un ministero si trasformi in una perdita di tempo condita da cori di reciproche accuse di attaccamento alla poltrona. Questo perché un po' di poltronofilia c'è - aggiunge - ma, sopratutto, non ci sono i tempi né per un contratto e neppure per chiarirci su ogni aspetto, anche fintamente politico, delle realtà che i ministeri dovranno affrontare".