Di Maio alza i muri anche contro i giovani italiani: “impediamogli di scappare”

In un passaggio nell'intervista a Bloomberg Di Maio sostiene che l'obiettivo è 'impedire ai giovani di lasciare l'Italia'. Mentre Salvini chiude le porte all'esterno, il Movimento lo fa con gli stessi italiani

Giovani italiani all'estero

Giovani italiani all'estero

globalist 1 marzo 2019
C'è un passaggio nell'intervista di Luigi Di Maio a Bloomberg che fa accapponare la pelle. È, ancora una volta, una questione di semantica, come spesso capita quando parliamo del ministro dei congiuntivi sbagliati: questa volta, a far drizzare le antenne è l'uso del verbo 'impedire' quando Di Maio parla degli italiani all'estero.
"L’obiettivo è quello di impedire ai giovani italiani di lasciare il Paese e di far arrivare giovani stranieri in Italia con le loro idee per startup" dice Di Maio quando parla del fondo da un miliardo di euro che verrà presentato la prossima settimana. 'Impedire ai giovani di lasciare l'Italia'. I garantisti parleranno di lapsus, o di una scelta sbagliata del verbo da parte del ministro che una ne fa e cento ne sbaglia. Non sarebbe un'ipotesi da scartare. 
Tuttavia, quando fai parte di un esecutivo estremamente sovranista e improntato alla politica dei muri, quando dall'altro lato del Governo c'è Salvini che erige barriere per impedire l'accesso agli stranieri, quando inconcepibile è pensare che da parte dei cinque stelle ci sia un tentativo di bloccare la gioventù italiana in fuga al suolo natio? 
La mancanza di frontiere è una delle conquiste di una generazione cresciuta nell'Europa dei confini aperti. Il portare la propria cultura all'estero, in un'ottica di scambio reciproco, è ciò che (in teoria) fa la ricchezza del nostro continente. Non si capisce perché, quindi, per Di Maio dovrebbe essere appetibile per gli altri Stati europei, anch'essi ormai improntati al sovranismo, far venire i loro giovani in Italia. A forza di erigere muri alla fine nessuno più viaggerà più, con tanti saluti a queste fantomatiche start-up che i giovani stranieri dovrebbero portare in Italia.