Mai più fascismi: anche Valsamoggia aderisce all'appello dell'Anpi
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Mai più fascismi: anche Valsamoggia aderisce all'appello dell'Anpi

Il comune bolognese ha approvato un ordine del giorno per vietare iniziative che si richiamano al fascismo

Il Federale di Artena è un museo del fascismo
Il Federale di Artena è un museo del fascismo
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31 Gennaio 2018 - 17.05


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Sono in tanti e la notizia è positiva: il Comune bolognese di Valsamoggia ha aderito all’appello ‘Mai più fascismi’, con cui una serie di associazioni, partiti e sindacati (tra cui Anpi, Anppia, Acli, Arci, Cgil, Cisl e Uil) chiede, tra le altre cose, di “vietare la presentazione di liste elettorali legate a organizzazioni che si richiamino al fascismo o al nazismo”, di “proibire le iniziative promosse di questi organismi” e di sciogliere le organizzazioni neofasciste o neonaziste.
L’oordine del giorno di adesione al documento, presentato dai gruppi consiliari Insieme per Daniele sindaco e Partito democratico, è stato approvato a maggioranza.
Ovviamente soddisfatto il sindaco Daniele Ruscigno, che da un lato sottolinea “l’impegno, che non viene mai meno” di Valsamoggia contro il fascismo, ma dall’altro si rammarica per “l’inaccettabile sottovalutazione, anche da parte di rappresentanti istituzionali, sindaci e candidati alle elezioni politiche”, dei pericoli legati al ‘fascismo di ritorno’.
“Purtroppo- osserva Ruscigno- la società sta perdendo gli anticorpi che dovevano far sì che il passato non tornasse: l pericolo e’ grave e pensare di essere immuni è un errore terribile”. Per questo, afferma, “il fascismo va arginato con la conoscenza dei fatti: a Valsamoggia siamo fortunati perche’ le testimonianze di quegli anni non sono mai mancate, ma serve l’impegno di tutti a non girarsi dall’altra parte, perché l’indifferenza è pericolosa quanto le azioni violente”.
L’approvazione dell’ordine del giorno “aggiunge un altro tassello all’impegno antifascista del Comune, dopo la mozione che vieta la vendita di gadget nazifascisti e le modifiche al regolamento sull’occupazione di suolo pubblico, con l’inserimento del divieto di concedere spazi a organizzazioni di ispirazione fascista”.

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