La vergogna dei nuovi renziani che vengono da An
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La vergogna dei nuovi renziani che vengono da An

Da un super renziano un appello al sindaco di Firenze per la Sicilia. Una lunga lista di storici dirigenti anche di Forza Italia passati tra le fila dei democratici. [Giuseppe Arnone]

La vergogna dei nuovi renziani che vengono da An
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3 Novembre 2013 - 12.50


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di Giuseppe Arnone

Io, super renziano, rendo noto le vergogne dei nuovissimi renziani di Agrigento.

Sono uno dei pochissimi renziani siciliani della prima ora. Alle primarie dello scorso anno ho speso 15mila euro per la battaglia per la questione morale e mafiosa nel Pd in Sicilia a sostegno di Matteo Renzi. Come Matteo sa, ho persino portato i posterbus, che denunziavano le collusioni dei vari Crisafulli con i capo mafia, innanzi casa di Pierluigi Bersani a Piacenza. A gennaio ho animato e vinto, grazie anche all’impegno di giornali democratici come Il Fatto Quotidiano e Globalist, la battaglia per cacciare dalle liste i vari Crisafulli e Papania.

Sono uno dei pochissimi politici siciliani di lungo corso nei confronti dei quali, da un quarto di secolo, i pentiti di mafia raccontano robe che suscitano nel contempo paure ma grande orgoglio. Tra tre mesi inizierà il processo per associazione mafiosa che avrà al centro l’impegno di Cosa Nostra per impedire la mia elezione a Sindaco di Agrigento nel ’93: la Mafia mi ha sconfitto per 200 voti!

Per questo, caro Matteo, sento il dovere di denunziare con forza quello che sta avvenendo nella mia amata Sicilia e in primo luogo nella mia Agrigento. Altro che rottamazione! Siamo in presenza di un assalto all’arma bianca della peggiore politica che passa disinvoltamente, adesso con la tessera tra le mani del Pd, da An e Berlusconi, appunto a Matteo Renzi.

Quello che sto per dire è talmente sconvolgente da suscitare il sorriso. Al seggio elettorale, domenica scorsa, ho trovato neo iscritti al Partito Democratico quei vice sindaci berlusconiani, quegli assessori berlusconiani, quei consiglieri berlusconiani con cui mi sono scontrato al Comune di Agrigento, anche tra minacce, denunzie e ombre potenti di collusioni mafiose, per tre lustri.

Ti invito a consultare un giornale on line locale, si chiama [url”Comunicalo.it”]http://comunicalo.it/[/url], occorre cercare il cognome “Vita” e verrà fuori un incredibile articolo, corredato dalla grande, emblematica foto che adesso descriverò, che contiene l’asettico elenco degli storici dirigenti di An e Forza Italia che adesso hanno preso la tessera del Pd renziano.

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La grande foto che correda l’articolo riporta il volto dell’ex vice Sindaco di Agrigento nonché ex presidente del Consiglio Comunale, Maria Pia Vita, immortalata davanti alle urne e con a fianco una grande bandiera del Pd. Maria Pia Vita è, da dieci anni, il numero due della corrente di An adesso azzerata da un’inchiesta regionale su tangenti per affari per decine di milioni di euro che giravano attorno all’imprenditore agrigentino Giacchetto. Giacchetto ed i politici da lui corrotti sono finiti tutti in galera, tra questi l’ex Assessore Regionale Luigi Gentile. Giacchetto forniva agli assessori regionali tangenti in denaro, tangenti in viaggi, tangenti in appartamenti ove incontrare le tangenti escort quali la ormai mitica Sara Tommasi.

La neo iscritta, Maria Pia Vita, è stata, per tre lustri e sino alla settimana scorsa, il numero due della corrente dell’On. Gentile. Adesso, con il resto della corrente, ha abbandonato l’amore per le camicie nere, i gagliardetti ed i saluti romani (derivanti dalla storica militante in An), e ha aderito, con parecchi amici, suoi e dell’ex Assessore Gentile, alla corrente di Renzi con tanto di tessera del Pd.

Hanno, da domenica scorsa, la tessera del Pd i consiglieri comunali di Agrigento Alongi, Vita, La Rosa, tutti eletti nelle liste berlusconiane. Alongi da alcuni lustri, La Rosa dopo aver girato tutte le segreterie politiche e le correnti possibili ed immaginabili. Dimenticavo Montana, ex Cuffariano, ex Api di Rutelli sino al mese scorso, con tanto di incarico assessoriale alla Provincia, adesso promosso responsabile dell’ufficio tessere del Pd.

Ma cosa ha convinto personalità e correnti con questa storia ad aderire al Partito Democratico? La risposta è semplicissima: la promessa di un assessorato al Comune di Agrigento formulata dal neo renziano Sindaco Marco Zambuto. Ed anche qui apriamo un capitolo preoccupante e doloroso. Ricco di questioni morali. Quanto qui si dirà consente di comprendere perché la Sicilia è in ginocchio e perché la Provincia di Agrigento , con risorse culturali quali la Valle dei Templi e risorse ambientali quali le riserve naturali ed il mare, è tra le più povere d’Italia.

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Zambuto, per quasi quindici anni, è stato Consigliere ed Assessore di Totò “vasa vasa” Cuffaro, oggi in carcere per mafia, rompe con Cuffaro nel 2007 e viene eletto Sindaco con il Centro Sinistra. Nel 2008 si reca a Palazzo Grazioli da Berlusconi con Alfano, poi litiga con Alfano e torna all’Udc del Ministro D’Alia. Diviene Vice Segretario Regionale dell’Udc, ma non ottiene il posto di capolista alle ultime politiche. Questa la ragione della sua conversione al Partito Democratico, portandosi dietro le truppe cammellate dei capi corrente di An e Berlusconi.

Sino a ieri si poteva dire che, comunque, Zambuto aveva un profilo etico-politico dignitoso, e per questo io l’ho appoggiato per sconfiggere, alle elezioni del Sindaco, gli uomini del Ministro Alfano. Dall’inizio dell’anno la situazione si è aggravata: continua ad essere assessore, con Zambuto, l’avvocato Valenza, incriminato, a marzo, per gravissimi fatti di corruzione connessi a sfruttamento di lavoratori con pratiche para estorsive. Siamo nel magnifico mondo della formazione professionale, di cui l’assessore è un Ras. Viene inviato un controllo diretto da un Maresciallo dei Carabinieri. Il Ras, Valenza, “possiede” pure, come Presidente, una organizzazione che si occupa di minori disagiati, finanziata, ovviamente, con il pubblico denaro. La moglie del Carabiniere è disoccupata è viene prontamente assunta per occuparsi dei minori disagiati. Da scandalo a scandalo: il controllo era arrivato perché i lavoratori avevano denunziato l’Assessore per aver preteso fogli firmati in bianco utilizzati per pratiche truffaldine ai danni della Regione: con quei fogli si provava, fasullamente, il pagamento di stipendi mai avvenuti.

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Ha completato l’opera dell’Assessore e dei suoi amici, l’aver “convinto” il Comandante dei carabinieri della Procura a violare il segreto d’ufficio confidando agli indagati le indagini a loro carico. Il Comandante è stato cacciato ed è pure sotto processo. Non è stato cacciato, invece, malgrado mie continue richieste, il nostro corruttore e sfruttatore di lavoratori, Valenza, dalla Giunta di Zambuto. E ciò malgrado Valenza non abbia ritenuto di fornire nessuna giustificazione per il suo operato.

Caro Matteo, Zambuto si vanta di aver coordinato alla Leopolda un tavolo sulla immigrazione, forse sarebbe stato opportuno chiamarlo a coordinare un tavolo sulla questione morale: come si calpesta la moralità pubblica.

Ma non basta, in queste ore, con Zambuto, leader dei renziani, abbiamo un altro scontro che immediatamente illustro: Zambuto ha chiamato a gestire il nuovo appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, il dirigente Comunale ingegnere Salvatore Tedeschi, colui che ha gestito il precedente appalto dello stesso servizio dei rifiuti dell’importo di 25 milioni di euro.

Su mia denunzia, l’ingegnere Tedesco è stato processato ed è sfuggito ad una durissima condanna avvalendosi della prescrizione: si è scoperto, grazie ad una perizia informatica, che il bando di gara lo aveva predisposto la stessa impresa che aveva poi vinto la gara, inserendo clausole fotografia a proprio uso e consumo, nonché una maggiorazione di prezzi ingiustificata di oltre un milione di euro: venivano indicati,ad esempio, 140 giorni festivi in un anno ed un estate lunga 160 giorni. Il perito informatico scoprì, a casa dell’ingegnere Tedesco, i supporti informatici che provenivano dai computer dell’impresa, che predisponeva tutto, pure gli atti su carta intestata del Comune.

Questo è l’impegno per la questione morale del Sindaco Zambuto in questi giorni, in queste ore: lo vogliamo rottamare o gli vogliamo affidare il futuro della Sicilia?

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