Kyenge e Prodi alla festa dello ius soli
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Kyenge e Prodi alla festa dello ius soli

Il ministro dell'Integrazione ha partecipato alle celebrazioni a Bologna. Con lei anchel'ex premier: l'idea che uno nasca qui e non abbia la cittadinanza è strano.

Kyenge e Prodi alla festa dello ius soli
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9 Giugno 2013 - 17.12


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Eritrea, Sri Lanka, Romania, Perù. C’erano le specialità di tutti i continenti nel pranzo di Romano Prodi e Cecile Kyenge alla festa multietnica, dedicata quest’anno allo ius soli, organizzata a Bologna nella zona della Cirenaica che in questi giorni festeggia i 100 anni.

Il tavolo delle autorità (con loro, tra gli altri, anche Flavia Prodi con alcuni nipotini e il deus ex machina della festa Roberto Morgantini) è stato allestito sotto la tenda di un negozio di parrucchieri a causa della pioggia. Incessante la processione dei rappresentanti degli stand, oltre sessanta, che hanno voluto far assaggiare le proprie specialità al ministro.

La Kyenge, al suo arrivo, è stata accolta da Prodi, quindi ha girato tutti gli stand, ricevendo applausi e incoraggiamenti unanimi: “Lei è una boccata d’ossigeno”, le ha detto una signora italiana mentre le offriva una crescentina, “Grazie di esistere”, le ha urlato un’altra dell’Eritrea.

“Come va questa esperienza”, le ha chiesto Prodi, che dal palco, al microfono, dopo aver pubblicamente appoggiato la battaglia della Kyenge, l’ha ringraziata: “Ha parlato in modo splendido del dovere civico e dell’interesse dell’integrazione”.

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