Casteldaccia, indagato per omicidio colposo plurimo il titolare della Quadrifoglio: carenti le misure di sicurezza
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Casteldaccia, indagato per omicidio colposo plurimo il titolare della Quadrifoglio: carenti le misure di sicurezza

Strage di Casteldaccia, il titolare della Quadrifoglio, appena tornato dagli Stati Uniti, è accusato di non avere approntato le misure di sicurezza adeguate per evitare la tragedia.

Casteldaccia, indagato per omicidio colposo plurimo il titolare della Quadrifoglio: carenti le misure di sicurezza
I soccorsi sul luogo della strage
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9 Maggio 2024 - 08.50


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Per la strage di Casteldaccia, nella quale hanno perso la vita 5 operai mentre un sesto è in gravissime condizioni in ospedale, c’è il primo indagato: si tratta di Antonio Di Salvo, il titolare della ditta Quadrifoglio che aveva le opere in subappalto. Per Di Salvo l’accusa è di omicidio colposo plurimo.

Il titolare della Quadrifoglio, appena tornato dagli Stati Uniti, è accusato di non avere approntato le misure di sicurezza adeguate per evitare la tragedia. Il personale non era dotato neanche di dispositivi di sicurezza quando si è addentrato nella fognatura. 

La sonda dell’autospurgo si sarebbe bloccata e gli operai avrebbero chiesto il permesso al direttore dei lavori di Amap di scendere sotto terra. Il tappo che impediva alla sonda di spurgare sarebbe saltato e i primi 3 operai, tra cui il capo squadra e co-titolare della Quadrifoglio, Epifanio Alsazia, sarebbero stati investiti da liquami e gas letale, avrebbero perso i sensi e sarebbero precipitati nella vasca sottostante.

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Per soccorrerli altri tre lavoratori, tra cui l’interinale Giuseppe La Barbera, che era addetto al controllo della segnaletica stradale, sarebbero scesi. Due sono morti, uno, Domenico Viola, è in fin di vita in Rianimazione al Policlinico. Nessuno degli operai indossava mascherine. C’e’ inoltre da chiarire la catena di responsabilità nella vigilanza sui lavori subappaltati alla ditta. “Chiediamo risposte immediate all’Ispettorato nazionale del lavoro, al ministro del Lavoro e alla Regione Siciliana”, dice Fp Cgil Sicilia. 

“Ricordiamo che a oggi, in Sicilia – si legge nella nota – sono stati inviati dall’Inl solo 30 ispettori del lavoro, nessuno con le professionalità tecniche necessarie per fare verifiche in ambienti confinati come quello di Casteldaccia. Per di più gli ispettori inviati resteranno solo sino a fine anno, mentre la sicurezza e la tutela del lavoro non hanno scadenze temporali. È fondamentale avere un presidio stabile anche in Sicilia: occorre provvedere al più presto all’invio di altri ispettori del lavoro e di ispettori tecnici, garantendo la loro piena operatività e superando inesistenti ostacoli burocratici”.

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