Adescava e molestava minorenni sui social, chiesto un anno di carcere per un professore delle medie di 45 anni
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Adescava e molestava minorenni sui social, chiesto un anno di carcere per un professore delle medie di 45 anni

La Procura di Rimini ha chiesto un anno di carcere per un professore delle medie di 45 anni, residente a L’Aquila, accusato di aver adescato ragazzine minorenni sui social.

Adescava e molestava minorenni sui social, chiesto un anno di carcere per un professore delle medie di 45 anni
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7 Maggio 2024 - 09.13


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A Rimini, la Procura ha chiesto un anno di carcere per un professore delle medie di 45 anni, residente a L’Aquila, accusato di aver adescato ragazzine minorenni sui social. L’uomo avrebbe intrattenuto una relazione, platonica con una 15enne riminese. La giovane era stata sorpresa dalla mamma a scattarsi foto nuda col cellulare e ad inviarle ad alcuni contatti. La denuncia della madre era stata quindi trasmessa per competenza alla Procura distrettuale di Bologna che era riuscita a risalire all’identità di tre persone.

Tre contatti con la quale la ragazzina chattava abitualmente e in maniera esplicita parlando di sesso. Tra questi contatti maschili dell’adolescente riminese c’era anche quello del 45enne professore di lettere alle medie. Nel corso della perquisizione dell’abitazione del prof fatta dalla polizia postale erano stati sequestrati un telefono cellulare, un computer portatile, un hard disk e altri supporti informatici. Dalle analisi dei file, però, secondo l’avvocato difensore non erano state rinvenute foto della ragazzina riminese tanto che le accuse sarebbero basate solo su chat.

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La polizia però nel 2019 aveva anche scoperto foto e screenshot di frasi a luci rosse copiate in una chat di Instagram e filmati con minorenni. In particolare è spuntato un video di pochi secondi in cui veniva ripreso un alunno di una scuola, dove l’insegnante aveva lavorato, seduto con le mani legate dietro. Procedimento quest’ultimo – che come riferisce la difesa – sarebbe poi stato definitivamente archiviato dal Tribunale di Rieti perché generato da un equivoco poi chiarito dallo stesso ragazzo ritratto in video. A Rimini, il giudice ha aggiornato l’udienza al 21 ottobre per repliche e sentenza. 

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