Sette luglio: una data da cerchiare in rosso nel calendario pacifista
Top

Sette luglio: una data da cerchiare in rosso nel calendario pacifista

In questo giorno si ricorda l’adozione da parte di 122 Paesi del testo elaborato in ambito Onu del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari

Sette luglio: una data da cerchiare in rosso nel calendario pacifista
Preroll

Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

7 Luglio 2023 - 15.13


ATF

7 luglio. Una data da “incorniciare” nel calendario pacifista.

A spiegarne le ragioni è Rete italiana pace e disarmo (Ripd).

“Il 7 luglio è ormai da alcuni anni una data importante per le campagne a favore del disarmo nucleare: è in questa giornata (a due giorni dall’anniversario del Manifesto Russell-Einstein) che si ricordacl’adozione da parte di 122 Paesi del testo elaborato in ambito Onu del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (Tpnw)

Sei anni fa – anche grazie alla Iniziativa umanitaria” della società civilecoordinata dalla International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (Premio Nobel per la Pace 2017) – è stata definitala prima norma internazionale che mette al bando esplicitamente e in tutti i loro aspetti questi ordigni apocalittici. 

 Dalla prima Conferenza degli Stati parti, celebrata a Vienna nel giugno 2022, il Trattato dispone anche di un Piano di azione concreto e articolato per metterli fuori dalla storia.

In questa importante giornata ribadiamo la volontà di lavorare affinché il Trattato Tpnw possa divenire universale e quindi sia in grado di rendere non più pericolose, perché distrutte, le armi nucleari. Ricordiamo che secondo il Doomsday Clock (il cosiddetto “orologio dell’apocalisse” aggiornato lo scorso gennaio dal Bulletin of Atomic Scientists) non siamo mai stati così vicini ad una catastrofe esistenziale per l’umanità. La situazione del drammatico conflitto in Ucraina, nel quale la Russia utilizza il proprio arsenale nucleare come elemento di ricatto, dimostra questo innegabile pericolo anche a chi per anni ha sottovalutato la minaccia nucleare.

La mobilitazione “Italia ripensaci”, promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica, con la presa di posizione odierna sostenuta anche Greenpeace Italiarinnova larichiesta di passi concreti anche a Governo e Parlamento italiani, affinché si allineino alla volontà della gran parte dell’opinionepubblicadel nostro Paese che, in tutti i sondaggi sul tema, chiede l’adesione al Tpnw e il ritiro dal nostro territorio delle testate nucleari statunitensi, attualmente presenti nelle basi di Ghedi ed Aviano.

In linea con quanto si sta discutendo anche alla Camera dei deputati, chiediamo che l’Italia partecipi come osservatore alla seconda Conferenza degli Stati parti del Trattato Tpnw che si terrà a New York il prossimo autunno e che inizi percorsi di avvicinamento ai suoi contenuti, in vista di una possibile futura adesione, soprattutto con progetti concreti nell’ambito degli obblighi positivi previsti per i rimedi ambientali e l’assistenza alle vittimedelle armi nucleari.

Nelle prossime settimane verranno gettate le basi di un confronto sia con il Governo sia con i gruppi politici presenti in Parlamento per sostenere questa richiesta, che verrà inoltre rafforzata con una nuova campagna di comunicazioneche coinvolgerà presidenti, responsabili e volti noti della società civile italiana in una serie di video. Tutti uniti nella richiesta di rendere concreta l’aspirazione ad un mondo libero dalle armi nucleari, più volte ribadita dall’Italia e dalla stessa Alleanza Atlantica – di cui il nostro Paese fa parte – ma che non può rimanere solo un’affermazione di principio. Dobbiamo impegnarci per un contributo fattivo all’eliminazione delle armi nucleari dalla storia: il Trattato Tpnw fornisce una strada efficace e realizzabile in questo senso.

La minaccia esistenziale delle armi nucleari

Le armi nucleari minacciano l’esistenza stessa dell’umanità e l’intera vita sul nostro pianeta. I loro effetti travalicano i confini nazionali e si protraggono per generazioni.

Sono immorali, illegittime e ora – finalmente – anche illegali.

Il 7 luglio 2017, dopo un decennio di azione da parte di Ican e dei suoi partner, 122 Stati hanno votato per adottare un accordo globale storico di messa al bando delle armi nucleari, conosciuto ufficialmente come Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (Tpnw). Questa nuova norma legale offre una potente alternativa ad un mondo in cui si permetta alle minacce delle armi di distruzione di massa di prevalere. Fornisce un percorso positivo in un momento di allarmante crisi globale. Se mai c’è stato un momento per i leader internazionali di dichiarare inequivocabilmente la propria opposizione a questo tipo di armi, quel momento è ora.

Riempito un vuoto legale

Prima dell’adozione di questo Trattato, le armi nucleari erano le uniche armi di distruzione di massa non soggette ad un bando categorico nonostante le loro catastrofiche, persistenti, diffuse conseguenze umanitarie. Il nuovo accordo riempie così un rilevante vuoto nella normativa internazionale. Proibisce agli Stati di sviluppare, testare, produrre, realizzare, trasferire, possedere, immagazzinare, usare o minacciare di usare gli armamenti nucleari, o anche permettere alle testate di stazionare sul proprio territorio. Inoltre impedisce loro di assistere, incoraggiare o indurre altri Paesi ad essere coinvolti in tali attività proibite.

Le Nazioni che possiedono armamento nucleare devono, a seguito dell’adesione al Trattato, impegnarsi a distruggere i propri arsenali in accordo con un piano definito nel tempo e legalmente vincolante. Nazioni che ospitano armi nucleari alleate sul proprio territorio dovranno rimuoverle entro una data limite stabilita.

Il Trattato obbliga i propri Stati parte a fornire assistenza a coloro che hanno sofferto come risultato dell’uso e del test di armamenti nucleari, prendendo misure utili a risanare i territori contaminati.

Il Trattato è stato negoziato presso il Palazzo di Vetro dell’Onu di New York nel corso di quattro settimane di riunioni durante il 2017, con la partecipazione di 135 Stati e della società civile internazionale. È di natura permanente e sarà legalmente vincolante per le nazioni che vi aderiranno.

Il Tpnw diventa il riferimento normativo internazionale per il disarmo nucleare

Dal 22 gennaio 2021 è stato raggiunto lo storico traguardo dell’entrata in vigore del Tpnw (grazie al superamento delle 50 ratifiche), realizzando un passo fondamentale verso la possibilità che le armi nucleari possano davvero essere completamente eliminate, in particolare solo grazie al lavoro e alla pressione di cittadini di tutti gli Stati del mondo.

 Il Tpnw ribadisce il disarmo nucleare come uno dei principali obiettivi delle Nazioni Unite, sostenendo l’idea fondante del multilateralismo democratico: anche gli Stati più poveri hanno lo stesso diritto di esprimersi dei più militarmente potenti, soprattutto quando è in gioco la loro stessa sopravvivenza. I popoli hanno parlato e non intendono cedere a decisioni prese solo dalle potenze nucleari. L’azione della campagna “Italia, ripensaci” ha come obiettivo quello di porre anche il nostro Paese dalla parte giusta della storia, insieme alla maggioranza degli Stati membri dell’Onu: quella che proibisce le armi più disumane e crudeli che l’uomo abbia mai inventato.

 Questo ottimismo sugli sviluppi futuri dei percorsi di disarmo nucleare è confermato dai sondaggi di opinione: la maggioranza della popolazione italiana e di altri cinque Stati membri della Nato rifiuta in modo schiacciante la presenza di armi nucleari statunitensi sul proprio territorio e sostiene il Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari.

 Così Ripd e Senzatomica. La diplomazia dei popoli può incidere su quella degli Stati. In 122 almeno. Manca l’Italia. 

Native

Articoli correlati