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Carnate, i trapper Jordan e Traffik arrestati per aver rapinato un operaio nigeriano

I due trapper sono stati nuovamente arrestati per aver aggredito un uomo che stava tornando da lavoro.

Carnate, i trapper Jordan e Traffik arrestati per aver rapinato un operaio nigeriano
Jordan e Traffik

globalist Modifica articolo

16 Agosto 2022 - 10.46


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I due noti trapper Jordan e Traffik, già noti alla cronaca per i loro dissapori con la giustizia e le forze dell’ordine, sono stati arrestati dai carabinieri di Bernareggio (Monza e Brianza) per aver rapinato un operaio 41enne nigeriano armati di coltello, alla stazione di Carnate. L’episodio è accaduto nella giornata di ieri alle 16.30. i due hanno agito al grido di “vogliamo ammazzarti perché sei nero”, sottraendo alla vittima bicicletta e zaino. I due sono in arresto per rapina aggravata dall’uso di armi e dalla discriminazione razziale.

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Come è andata – Stazione ferroviaria di Carnate, ore 16.30, un operaio 41enne nigeriano appena sceso dal treno dopo una giornata di lavoro, apprestandosi a tornare a casa si dirige nel sottopasso pedonale spingendo la propria bicicletta. All’improvviso, dalle scale di accesso ai binari, nota scendere due ragazzi a torso nudo con le t-shirt a coprirgli le spalle. Immediatamente cominciano a inveire contro di lui e poi entrambi estraggono dalle proprie tasche due coltelli e avvinandosi al 41enne lo minacciano di morte: “Vogliamo ammazzarti perché sei nero”.

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L’uomo, spaventato, temendo per la propria incolumità, abbandona la bicicletta e il suo zaino e si allontana dal sottopasso inseguito dai due ragazzi che, sempre brandendo i loro coltelli, gli gridano di fermarsi e continuano a minacciarlo di morte per il colore della sua pelle. Una volta raggiunta via Libertà, voltandosi, l’operaio nota che i giovani invece di seguirlo erano tornati indietro scendendo nuovamente nel sottopasso dove si stanno appropriando della bicicletta e dello zaino dirigendosi verso i binari. Il nigeriano torna allora in stazione e dall’altra parte dei binari scongiura i giovani di restituirgli quanto sottrattogli. Bici e zaino sono fondamentali per continuare a lavorare.

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La reazione dei due è però violenta. Mentre uno di loro getta la refurtiva tra i binari per poi avventarsi con il coltello sui copertoni della bici lacerandoli, l’altro lo filma con il proprio cellulare. All’uomo rassegnato non resta che rimanere a distanza notando che i suoi aggressori stanno salendo sul treno in transito in direzione di Monza, facendo perdere le proprie tracce. Anche se un attimo prima riesce a scattare loro alcune fotografie poi risultate fondamentali per la loro successiva identificazione.

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