Guerra in Ucraina, i francescani lanciano 'operazione pane' per aiutare la popolazione
Top

Guerra in Ucraina, i francescani lanciano 'operazione pane' per aiutare la popolazione

L'appello di un frate francescano di origini ucraine, che si sta impegnando in prima persona per fornire accoglienza e aiuti alle popolazioni colpite dal conflitto russo-ucraino.

Guerra in Ucraina, i francescani lanciano 'operazione pane' per aiutare la popolazione
Preroll

globalist Modifica articolo

10 Marzo 2022 - 11.13


ATF

La guerra tra Russia e Ucraina ha coinvolto anche il mondo religioso e cattolico in particolare: Papa Francesco, nei giorni scorsi, si è reso disponibile a fungere da mediatore tra le parti pur di arrivare a un immediato cessato il fuoco. Anche il movimento dei frati francescani ha fatto sentire la sua voce, tramite un suo confratello di origini ucraine. 

“Sono molto preoccupato per la mia terra, ma adesso dobbiamo solo unire le forze per dare il nostro massimo sostegno alla gente dell’Ucraina”. L’appello arriva da fra Faustino, frate francescano di origini ucraine del convento di Terrasanta di Bordighera (Imperia), che in questi giorni si sta impegnando per accogliere le famiglie in fuga dalla guerra, mamme e bambini che hanno perso tutto e hanno bisogno di un posto dove dormire, un piatto caldo da mangiare e un supporto per i beni di prima necessità. Al suo fianco l’Antoniano che, in questi difficili giorni, ha esteso all’Ucraina la rete solidale di “Operazione Pane”, con interventi nel Paese, ai confini e in Italia, dove stanno arrivando migliaia di persone in fuga dalla guerra.

In particolare, l’Antoniano, con “Operazione Pane”, sostiene tre strutture francescane ucraine a Konotop, Odessa e Kiev e una in Romania che offre supporto alle mamme e ai bambini che attraversano il confine dell’Ucraina. In Italia “Operazione Pane” aiuta, inoltre, le realtà francescane che stanno accogliendo gli ucraini, come il convento di Bordighera e quello di Montenero, in provincia di Imperia. Nel convento di Bordighera, aggiunge fra Faustino, sono già arrivate quattro mamme con sei bambini dai sette ai 10 anni e uno di 16. Arrivano da Odessa: il 24 febbraio si sono svegliati con il rumore e i lampi delle bombe, perché vivono proprio vicino l’aeroporto, tra i primi obiettivi colpiti. Si sono nascosti nei sotterranei della città, ma la situazione stava diventando sempre più pericolosa, così hanno deciso di scappare. In 27 ore hanno percorso 80 chilometri e sono arrivati al confine con la Moldavia, da dove hanno poi raggiunto Bordighera.

Leggi anche:  Ucraina, la Russia sulla conferenza in Svizzera: "Noi non invitati e senza la nostra presenza è inutile"

“Mi sono dimenticato di dire loro che qui vicino passa la ferrovia, appena hanno sentito il rumore del treno si sono spaventati”, racconta frate Faustino. “Tutti noi ci siamo preparati per accogliere i profughi nel migliore dei modi- prosegue il religioso- abbiamo preparato i letti, organizzato i tavoli per mangiare, stiamo mettendo da parte scorte alimentari, medicinali e pannolini per i bambini.

Nei prossimi giorni aspettiamo l’arrivo di altre persone nella casa di accoglienza al Santuario di Montenero. Tutto deve essere pronto. Arriveranno sempre più persone”. Anche a Bologna sono in arrivo le prime famiglie ucraine e Antoniano sta lavorando con le istituzioni locali e le altre realtà per garantire accoglienza a tutti, supporto in caso di bisogni economici e materiali oltre che assistenza da parte del centro di ascolto.

Sono già arrivati due mamme e cinque accolti nelle case dell’Antoniano. “Siamo in contatto con le realtà francescane in Ucraina e siamo al lavoro per offrire il nostro aiuto alle famiglie che arriveranno nei prossimi giorni. Stiamo ricevendo tante richieste e ci stiamo preparando ad affrontare questa emergenza, per dare il nostro sostegno e aiutare tutti coloro che hanno bisogno. Tutto deve essere pronto per accoglierli e dare loro un po’ di serenità dall’orrore della guerra”, sottolinea fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano. Anche Fra Faustino, insieme all’Antoniano e nell’ambito di “Operazione Pane”, è in continuo contatto con i francescani che vivono in Ucraina e che in questi giorni stanno assistendo le tantissime persone che cercano aiuto e rifugio. Ad esempio, il convento di Madonna di Fatima di Konotop a circa 90 chilometri dal confine con la Russia: lì i frati hanno aperto fin da subito le porte della chiesa ai civili, principalmente mamme e bambini dando un posto dove dormire al sicuro e un pasto caldo.

Leggi anche:  Ucraina, le forze russe sono superiori da 7 a 10 volte nelle regioni orientali

Molti anziani ucraini sono rimasti nelle loro case, sebbene gravemente danneggiate: i frati di Konotop vanno da loro ogni giorno, portando cibo e assistenza. “Trovare risorse per tutti comincia a diventare faticoso, iniziano a scarseggiare cibo, medicine e tutto il necessario per chi in questi giorni sta perdendo tutto”, spiegano i francescani. A Odessa assieme agli altri religiosi distribuiscono ogni giorno un pasto caldo a centinaia di persone. Molte famiglie sono state evacuate in zone più sicure dove continuano a ricevere il sostegno dei francescani.

“Siamo in continuo contatto con i fratelli ucraini, soprattutto con i frati che si trovano a Kiev, Odessa e Konotop- conclude frate Faustino- In questi giorni in Ucraina fa molto freddo e, oltre al cibo e al riparo, c’è tanta necessità di medicinali antinfluenzali. Dall’Italia stiamo aiutando i nostri fratelli in Ucraina affinché nessuno venga lasciato solo”. La situazione, in queste ore, è molto difficile anche nei Paesi che confinano con l’Ucraina, come la Romania, dove si stanno riversando molte delle persone che riescono a scappare, soprattutto dalla parte occidentale del paese.

Leggi anche:  Ucraina, la Svizzera ospiterà a giugno una conferenza per la pace: ma la Russia non ci sarà

Qui, c’è la città di Braila, dove Suor Nicoleta e le sue consorelle della Casa del Sorriso di Mariele sono riferimento per mamme, bambini e anziani che riescono a fuggire. Sostenute da “Operazione Pane”, offrono cibo ma anche sostegno psicologico; fanno rete con altre associazioni che possano intervenire per aiutare le donne e i bambini provati dalla guerra. Organizzano, inoltre, corsi, laboratori, momenti di svago in cui i bambini trovano uno spazio sicuro dove poter giocare e le mamme possono imparare la lingua rumena, così da integrarsi all’interno della nuova realtà nel miglior modo possibile. “Il 24 febbraio 2022 è un giorno che non scorderemo mai- conclude fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano- i giornali riportano notizie che sembrano appartenere a un tempo lontano: la Russia invade l’Ucraina.

Missili su Kiev, carri armati all’ingresso di Lviv, lunghe file di civili che scappano. Il mio pensiero va a loro, alle migliaia di famiglie, ai bambini ricoverati negli ospedali, ai papà, ai giovani ucraini e russi costretti a lasciare le loro famiglie per combattere una guerra che non hanno scelto. Sono centinaia di migliaia le persone sfollate che stanno cercando riparo in un’altra nazione. Case distrutte, ospedali danneggiati. Chi è ancora nelle proprie case spesso è privo di acqua, elettricità. Queste persone sono parte di noi, non possono essere lasciate sole. Ciascuno può fare la sua parte. Ora, più che mai, dobbiamo aiutarle”. Per aiutare le realtà francescane che stanno sostenendo la popolazione ucraina, nel Paese, in Italia e ai confini l’Antoniano ha attivato una campagna di raccolta fondi.

Per donare: https://www.antoniano.it/campagne/emergenza-ucraina/

Native

Articoli correlati