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Oggi siamo tornati a scuola ma una classe su tre è rimasta a casa. E intanto gli scienziati litigano...

L'appello delle Regioni è quello di un rinvio per il rientro dei ragazzi a scuola. Bianchi: "Abbiamo affermato il principio importante di avere una scuola in presenza". Figliuolo: "E' importante il ritorno a scuola"

Oggi siamo tornati a scuola ma una classe su tre è rimasta a casa. E intanto gli scienziati litigano...
Scuola

globalist

10 Gennaio 2022 - 09.50


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Terminate le vacanze natalizie, oggi 10 gennaio, è tempo di ritornare a scuola. Dopo una moltitudine di polemiche il governo ha tirato dritto nonostante i timori – per l’alto numero di contagi covid – espressi da più parti. Dad o rinvio della ripresa in presenza: queste le richieste arrivate da medici, Regioni e presidi che hanno posto anche un problema di privacy relativo allo stato vaccinale degli studenti.

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Bianchi
“Abbiamo affermato il principio importante di avere una scuola in presenza, ma abbiamo regolato anche la possibilità, per casi specifici e mirati, di un uso della didattica a distanza, per un tempo limitato” ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sottolineando: “Non solo abbiamo confermato il principio base della scuola in presenza, ma abbiamo regolato una situazione che poteva essere fuori controllo, quello di un uso diffuso e senza regole della formazione a distanza”.

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Il decreto approvato lo scorso 5 gennaio è stato “un provvedimento equilibrato e ispirato al buon senso”, ha sottolineato. “Il contagio non è avvenuto nelle scuole, l’aumento dei casi si è registrato quando la scuola era chiusa. Insistere sulla presenza è una misura sanitaria importante che permette ai ragazzi di essere in una situazione controllata”, ha spiegato.

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Figliuolo
“E’ importante il ritorno a scuola. Le scuole sono luoghi sicuri, con le mascherine, con il distanziamento, ed è importantissimo dal punto di vista sociale, anche di equità sociale”, ha affermato il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Francesco Paolo Figliuolo aggiungendo: “E’ importante il tracciamento, il testing, noi ci siamo già attivati prima di Natale”.

Presidi: “Ci saranno 200mila classi in Dad fra 7 giorni”. ”Le previsioni della rivista specializzata Tuttoscuola parlano di 200mila classi in Dad entro 7 giorni da oggi. Una previsione facile da fare guardando i contagi” ha detto il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, a Rainews24. “Quello che il Governo non ha voluto fare lo farà la pandemia – ha continuato -. A mio avviso sarebbe stato preferibile rinviare l’apertura di 2-3 settimane per raggiungere gli obiettivi che al momento non sono raggiunti. Il governo ha compiuto una scelta legittima sulla quale io non sono d’accordo. Ma questo è normale un uno stato democratico”.

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Vincenzo De Luca: “Bambini usati come cavie”. È stato il primo degli amministratori che ha deciso di posticipare la ripartenza, chiudendo elementari e medie in Campania fino al 31 gennaio. “Le nostre sono solo misure ragionevoli” dice in un’intervista a Repubblica Vincenzo De Luca. “Siamo in una situazione di straordinaria e drammatica emergenza, che solo il Governo non vede. La cosa davvero scandalosa è che il Governo non ha riunito il Comitato tecnico scientifico come chiesto da tutte le Regioni, per avere una base sanitaria oggettiva e autorevole su cui fondare le decisioni” dice il presidente della Regione Campania, che ribadisce che i bambini sono usati come cavie: “Quando si continua sulla linea del “fare finta”, le conseguenze rischiano di pagarle i più piccoli. Non mi sento vincolato al “politicamente corretto”. Dico quello che vedo, adopero parole conseguenti e chiare, e rispondo alla mia coscienza, non a logiche opportunistiche”.

Medici
Anche il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, ha proposto di posticipare l’apertura delle scuole, recuperando poi a giugno. “C’è, tra i colleghi, una forte preoccupazione per il picco atteso verso la metà del mese”, spiega Anelli. Da qui l’idea di posticipare il rientro a scuola in presenza per cercare di contenere l’aumento dei contagi e dei ricoveri che sta mettendo a dura prova il Servizio sanitario nazionale.

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“Le misure messe in atto dal governo sono importanti – ha aggiunto – ma potrebbero non essere sufficienti per arginare il diffondersi dell’epidemia. I due anni trascorsi ci hanno insegnato che una misura davvero efficace è quella di limitare, in vista del picco, i contatti tra le persone. La riapertura delle scuole, in un momento in cui gli studenti hanno appena iniziato a vaccinarsi o a fare i richiami, a seconda delle fasce d’età, ci preoccupa, così come preoccupa i presidi. Per questo chiediamo uno stop di 15 giorni, da recuperare poi a giugno, quando dovremmo essere fuori dall’emergenza”.

Sandra Zampa: “Ritardare non ha senso”. Ha fatto bene il Governo ad andare dritto per la sua strada, assicura la consulente del ministro dell’Istruzione, Sandra Zampa, già sottosegretaria dem al dicastero. “L’attuale aumento dei casi non ha nulla a che vedere con le scuole” dice in un’intervista alla Stampa. “Che senso ha aspettare 15 giorni, se quando dovrebbero ricominciare le lezioni saremo ancora nel pieno dell’ondata? Avrebbe solo effetti negativi per i ragazzi. Se gli studenti rimarranno a casa, poi, in molti – soprattutto nei licei – usciranno e avranno una vita sociale intensa, senza i controlli che ci sono in una scuola”. 

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Guido Bertolaso: “Scuole trattate peggio di stadi e palestre”. “Mi stupisce che si sia creato un dibattito solo sulla scuola, molto prima di quello sugli stadi o altre attività sociali come palestre o piscine. Sembra di colpo che le classi siano diventate un pericoloso e ingestibile cluster” afferma il coordinatore della campagna vaccinale in Lombardia, Guido Bertolaso. “La realtà è che basterebbe tenere liberi e snelli i canali di monitoraggio per gestire i casi nelle classi. Invece gli hub per i tamponi o le farmacie vengono ingolfate da chi non ha urgenza. Lasciamo gli spazi agli studenti”.

Sottofondo della riapertura delle scuole è lo scontro fra scienziati sull’opportunità di ripartire. 

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Donato Greco (Cts): “Ok alla ripresa”. Il Cts non è stato interpellato, ma ha più volte detto che non sono gli studenti a diffondere a pandemia. “Non è la scuola a trainare il contagio e il Cts lo ha sottolineato già tante altre volte in passato. Certo, è vero che di recente non si è espresso, del resto noi diamo pareri solo sui quesiti che ci vengono posti” ha detto Donato Greco, infettivologo e epidemiologo, membro del Cts, in una intervista a La Repubblica. “Il Cts ha sposato la linea del governo, fare tutto il possibile per tenere aperte le scuole. E su 59 riunioni, noi 10 membri alla fine abbiamo sempre raggiunto l’unanimità. Non è poco”. Secondo Greco “ci potranno essere più contagi ma in parte saranno dovuti a questa frenesia degli screening scolastici, quelli fatti con il salivare, scientificamente insulsi”.

Walter Ricciardi: “Ignorata la scienza”. Di avviso opposto il consulente del ministro Speranza. “Non si stanno prendendo decisioni sulla base delle evidenze scientifiche. In questo modo non si fermerà la pandemia. E le scuole chiuderanno de facto, perché con i contagi in classe scatterà la didattica a distanza” ha detto al Messaggero il professore ordinario di Igiene all’Università Cattolica di Roma, che spiega: “Non c’è solo un problema di riapertura delle scuole. Nell’insieme le misure prese non sono basate sull’evidenza scientifica a cui si è voluto derogare. E questo è pericoloso. La situazione è esplosiva. Con la Omicron non possiamo permetterci di far circolare dei falsi negativi. Bisognava applicare l’obbligo del Super green pass, ottenuto solo con il vaccino o con il superamento dell’infezione, a tutte le attività. Tutte. E l’obbligo vaccinale solo per gli over 50 non è sufficiente”.

Fabio Ciciliano (Cts): “Fra due settimane sarebbe peggio”. “Procrastinare l’apertura della scuola tra due settimane avrebbe significato aprirle in un contesto epidemiologico peggiore” ha detto Fabio Ciciliano, componente del Comitato tecnico scientifico.

Fabrizio Pregliasco: “La scuola aumenterà i contagi”. “La situazione dell’epidemia è in crescita, siamo in una fase espansiva esponenziale – afferma il direttore sanitario dell’IRCCS Galeazzi di Milano a Radio Cusano Campus – La riapertura delle scuole porterà un ulteriore stress e temo che il valore giornaliero dei contagi continuerà ancora a crescere almeno fino alla fine di gennaio. Credo che vada soprattutto rilanciata la responsabilità di ciascuno di noi. Non è uno sprint, è una guerra di trincea quella del covid”.

Massimo Galli: “Rientro imprudente”. “Questa cosa del rientro adesso
nelle scuole è imprudente e ingiustificato in una situazione in cui non ce lo possiamo permettere” afferma il professor Massimo Galli, infettivologo, ad Agorà su Rai 3, con riferimento alla ripresa delle lezioni a scuola.

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