Il Papa lancia un monito all'Ue (e all'Ungheria razzista): "L'antisemitismo è ancora una minaccia"

Il discorso della brevissima visita pastorale di Papa Francesco in Ungheria, la prima dopo l'operazione di luglio, è una lezione di vita e un avvertimento su ciò che potrebbe avvenire in Europa

Papa Francesco a Budapest

Papa Francesco a Budapest

globalist 12 settembre 2021

Nel Paese più oscurantista e inviso al pieno rispetto dei diritti in Europa, Papa Francesco, durante la visita pastorale a Budapest, lancia un monito sempre attuale.
“Ogni volta che c’è stata la tentazione di assorbire l’altro non si è costruito, ma si è distrutto; così pure quando si è voluto ghettizzarlo, anziché integrarlo.
Quante volte nella storia è accaduto. Dobbiamo vigilare, dobbiamo pregare perché non accada più. E impegnarci a promuovere insieme una educazione alla fraternità, così che i rigurgiti di odio che vogliono distruggerla non prevalgano. Penso alla minaccia dell’antisemitismo, che ancora serpeggia in europa e altrove. E’ una miccia che va spenta”. Lo ha detto il Papa a Budapest, incontrando il consiglio ecumenico delle chiese e alcune comunità ebraiche dell’Ungheria. 
“Ma il miglior modo per disinnescarla è lavorare in positivo insieme, è promuovere la fraternità”, ha aggiunto. Il Papa ha anche incontrato Orban. “Ho chiesto a Papa Francesco di non lasciare che la Ungheria cristiana perisca”, ha scritto il primo ministro ungherese  sulla sua pagina Facebook.