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Prima di morire Raffaella Carrà ha donato una palestra alla Misericordia

L'immobile di 160 metri quadri è a Porto Santo Stefano (Grosseto) dove l'artista si allenava

Raffaella Carrà
Raffaella Carrà

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11 Luglio 2021 - 16.38


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Un gesto simbolo della sua grande umanità e del suo grande altruismo dimostrato sempre nelle sue trasmissioni tv, ma anche privatamente.

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Anche dopo il terremoto all’Aquila nel 2009, raffaella Carrà cercò la Confraternita di Misericordia per far arrivare materiale scolastico per i ragazzi abruzzesi: “Ricordo che svuotò una cartolibreria di Porto Santo Stefano e ci portò zaini, quaderni, penne, matite a colori…. Organizzammo subito una spedizione con un nostro furgone e affidammo tutto il materiale alla Misericordia del posto per poterla distribuire ai ragazzi per la ripresa dell’anno scolastico. Anche lì ho potuto toccare con mano la sua sensibilità verso situazioni di sofferenza e di emergenza”.

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E anche in occasione della pandemia da Covid, rivela la Misercordia, Raffaella Carrà ha dimostrato la sua generosità.

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“Lo scorso anno la nostra associazione promosse una raccolta per poter donare un respiratore alla rianimazione dell’ospedale di Grosseto. Era il momento in cui in Lombardia queste apparecchiature non si trovavano più e si parlava di ‘scelta’ dei medici di attaccarli ad un paziente piuttosto che ad un altro. Apparecchiature salva-vita il cui costo superava i 18.000 euro. Una cifra impegnativa…ma noi tentammo – rivela Cerulli – A pochi giorni dalla pubblicazione sui giornali di questa iniziativa ricevetti una telefonata con il prefisso di Roma. Era lei.

‘Roberto ho saputo della vostra raccolta. State tranquilli. Ho dato mandato alla banca di effettuare un bonifico per l’intera cifra.

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Affrettatevi a comprarlo’. Anche lì rimasi senza parole. E grazie al suo gesto la raccolta decollò a tal punto che riuscimmo addirittura ad acquistarne due e donarli all’ospedale di Grosseto. Anche per questo gesto non voleva ‘far rumore’: insistetti per fare un comunicato stampa perché riuscii a convincerla che altri avrebbero potuto imitare il suo gesto. Acconsentì”.

Infine Cerulli rivela un incontro particolare del 2020: “Mi invitò un giorno per un aperitivo al Bar Fuga. Insieme a lei ad attendermi l’amico Renato Tulino con la moglie Romilda e il suo collaboratore Gianluca. Con me portai alcuni volontari per presentarle i ragazzi che stanno ogni giorno sul pezzo nonostante le paure del Covid. Parlammo per un’oretta circa. Volle sapere i dettagli dei nostri servizi, delle nostre attività, di come fosse difficile riuscire a mantenere in piedi un’associazione così importante per l’Argentario intero. Volle conoscere le difficoltà che quotidianamente stavamo incontrando con le emergenze durante il Covid, le motivazioni dei volontari, le loro paure, i sentimenti delle loro famiglie. Rimase ammirata per l’opera dei nostri ragazzi. La invitai allora a visitare la sede sul nostro Lungomare ed accettò. Ci incamminammo e in pochi attivi Raffaella era a farci visita. Con tutte le precauzioni possibili salutò i volontari in servizio e volle visitare i nostri mezzi. Veramente un bell’incontro che sicuramente stava aprendo la strada ad un altro nobile gesto. Al termine dell’incontro, per ricambiare la sua amicizia le donammo con una bella pianta di fiori, la sua preferita, grazie alla complicità di Romilda che ci svelò il suo fiore preferito. Gradì tantissimo quel gesto”.

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