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Ragazza morta a Pompei: ora spunta l’ipotesi del suicidio

Inizialmente si era ipotizzata la violenza sessuale. Ma poi la vicenda ha assunto altri contorni. La ragazza soffriva di anoressia ed era in cura da uno psichiatra e aveva sbalzi di umore

Grazia Severino
Grazia Severino

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30 Aprile 2021 - 07.14


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Lo scenario dietro la morte di Grazia Severino inizia a delinearsi: la ragazza era in cura da uno psichiatra, ma non era assidua nell’assumere medicine. Soffriva di sbalzi d’umore.
Aveva iniziato a rifiutare il cibo fino all’anoressia.
Questo il quadro, ricostruito dall’Agi, dietro la morte di Grazia Severino, la ragazza trovata agonizzante e priva di sensi da un uomo che andava a prendere la sua auto ieri pomeriggio a Pompei nel vialetto che porta ai garage di un edificio in via Carlo Alberto.

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Oggi la giovane studentessa universitaria avrebbe compiuto 24 anni.
Per lei a nulla è servito l’intervento del 118 che ieri l’ha portata al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. 
Il pm Antonio Barba della Procura di Torre Annunziata, con i carabinieri, dispone ispezioni e ricerche in tutto il palazzo a Pompei.

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La prima relazione dei soccorritori aveva fatto pensare a un episodio di violenza brutale anche a sfondo sessuale: caviglie rotte, tre ferite da lama al torace, abrasioni nelle parti intime, liquido. Ma l’ascolto dei familiari e degli amici della vittima, che abitava con i genitori poco distante, in via Plinio, cominciano a delineare un altro quadro, suffragato dal ritrovamento della borsa della ragazza al quarto piano dell’edificio nel pianerottolo in cui è aperta una finestra, e poi di un paio di forbici.
Grazia Severino molto amata da amici e familiari che la accudivano e assistevano cercando di farle superare i problemi che aveva, potrebbe essersi tolta la vita.

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Un primo esame del medico legale mette nero su bianco atti di autolesionismo avvenuti con forbici e fratture compatibili con una caduta.
Con le forbici, che avrebbe acquistato la mattina, la ragazza si sarebbe inferta tagli all’addome, non profondi da cagionarle la morte, ma tali da far pensare ad un’aggressione a coltellate.

La ragazza potrebbe aver trovato il portone aperto del palazzo, salendo al quarto piano, provando a uccidersi con le lame e poi lanciandosi nel vuoto. La morte sarebbe sopraggiunta per emorragia dovuta alla caduta.
Una testimone ha raccontato di aver visto una ragazza piena di sangue correre su per le scale del palazzo. Si era pensato ad un inseguimento: anche questa ipotesi non trova al momento alcun riscontro investigativo. La salma è in attesa dell’autopsia e le indagini continuano.

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