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Le ciniche bugie della Guardia Costiera Libica: "Per salvare i migranti abbiamo fatto il possibile"

Il portavoce della Marina libica Massoud Abdelsamad ha respinto le accuse di inerzia della Guardia costiere della Libia, ma le telefonate tra Alarm Phone e Tripoli lo smentiscono

La Guardia Costiera libica
La Guardia Costiera libica

globalist

24 Aprile 2021 - 15.04


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Tutti i nodi della gravissima vicenda del barcone affondato al largo della Libia dove più di cento persone sono annegate stanno venendo al pettine.
Se la Guardia costiera libica ben si tiene lontana dalle accuse di inerzia nei confornti delle richieste di aiuto, le telefonate tra la stessa e Alaram Phone rivelano dei particolari agghiaccianti.
Il portavoce della Marina libica, Massoud Abdelsamad, ha infatti chiarito: “Siamo intervenuti nonostante le pessime condizioni meteo”, ma i colloqui telefonici sempre più frenetici riportati dettagliatamente da “Avvenire” lo smentiscono:
“Alle ore 22:22 Tripoli risponde dopo ore di chiamate senza risposta: “L’ufficiale libico ci ha detto che non avrebbero cercato la barca in pericolo perché le condizioni meteorologiche erano pessime. Abbiamo scoperto che la cosiddetta Guardia Costiera libica aveva intercettato un’altra barca, la cui allerta era stata lanciata sempre da Alarm Phone, che trasportava circa 100 persone”.
Quindi i libici sapevano dell’esistenza del barchino in difficoltà e senza dubbio sono proprio loro che avrebbero dovuto soccorrere i migranti data la vicinanza geografica con il punto in cui si trovavano, ma tanti altri sapevano, anche un mercantile lì vicino che ha però preferito andare oltre, e i soccorsi sono partiti quando ormai era troppo tardi.
Anche Frontex prova a difendersi ed ha diramato una nota in cui si dicono “profondamente rattristati da questa tragedia” e incolpano gli scafisti di aver stipato “persone disperate su una barca inadatta alla navigazione in condizioni meteo terribili e le hanno spinte in mare, mettendo i profitti al di sopra della vita”. 
L’agenzia di controllo europeo nega di aver ignorato gli allarmi, anzi riferisce di avere “immediatamente allertato i centri di soccorso nazionali in Italia, Malta e Libia, come previsto dal diritto internazionale” ed avere “emesso diverse chiamate di soccorso sul canale radio marino di emergenza per allertare tutte le navi nelle vicinanze a causa della situazione critica e del maltempo.
E’ dunque certo che tutti sapevano, che gli allarmi erano chiari, ma che si è preferito oltrepassare.

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