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Il Gup: "I saluti romani alla commemorazione di Ramelli furono proselitismo fascista"

Lo scrive il Gup di Milano Manuela Cannavale nelle motivazioni della condanna di cinque esponenti della destra radicale, tra cui Gianluca Iannone di CasaPound, nel processo con rito abbreviato

Il saluto dei fascisti alla commemorazione di Ramelli
Il saluto dei fascisti alla commemorazione di Ramelli

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11 Novembre 2020 - 15.58


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Motivazioni chiare e spediamo che diventino un modello da segiure:  “1.200 persone delle diverse realtà extraparlamentari di destra riunite in modo compatto, che insieme rispondono alla chiamata al presente e contemporaneamente alzano il braccio nel saluto romano con orgoglio ed entusiasmo, certamente creano in soggetti che si ritrovano nelle loro idee una suggestione, una forza, una evocazione del passato regime tali da rappresentare un concreto tentativo di proselitismo e, quindi, un concreto pericolo di raccogliere adesioni finalizzata alla ricostituzione di un partito fascista”.

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Lo scrive il Gup di Milano Manuela Cannavale nelle motivazioni della condanna di cinque esponenti della destra radicale, tra cui il leader di CasaPound Gianluca Iannone, nel processo con rito abbreviato che si è concluso a settembre e relativo al corteo del 29 aprile 2019 per Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù morto, a soli 18 anni, il 29 aprile 1975, dopo essere stato brutalmente aggredito a colpi di chiave inglese da militanti di Avanguardia Operaia.

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I cinque sono stati condannati a pene tra un mese e un mese e 10 giorni di reclusione per aver fatto il saluto romano e aver risposto alla chiamata del “presente” nel corso della commemorazione.

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Secondo il gup, “il reato di ‘manifestazioni fasciste’ anche se non può configurarsi giuridicamente come istigazione a riorganizzare il partito fascista, ne rappresenta indubbiamente gli atti prodromici necessari”, tendenti “a persuadere i cittadini dell’opportunità politica di restaurare il fascismo” e “le caratteristiche stesse dell’adunata” valgono a connotare di “concreta idoneità evocativa l’intero susseguirsi degli eventi” perché “la chiamata al presente ed il saluto romano posti in essere dalle tre realtà associative della estrema destra extraparlamentare – Casapound, Lealtà e Azione e Forza Nuova – una volta svincolati del tutto dalla commemorazione di Ramelli” avevano “il mero scopo di celebrare in modo enfatico ed orgoglioso il disciolto partito fascista”. E “ciò risulta ancor più evidente se si tiene conto che l’evento è l’unico nell’anno (come sottolineato dalle stesse difese) capace di aggregare ed unire le tre organizzazioni della destra extraparlamentare”.

Il Gup ricorda come la Cassazione abbia precisato “l’esigenza di tutela delle istituzioni democratiche non è affatto erosa dal decorso del tempo proprio perché sono frequenti rigurgiti di intolleranza ai valori dialettici della democrazia”.

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“Una affermazione di questo genere, purtroppo – rileva -, non è stata mai attuale come nel presente momento storico, nel quale episodi di intolleranza e/o violenza dovuti a motivi razziali sono all’ordine del giorno e si assiste ad una pericolosa deriva sovranista”.

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