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Franca Leosini insiste: "Le donne che non reagiscono alle botte sono complici dei loro carnefici"

La conduttrice di Storie Maledette: "Le donne che non reagiscono, che non riescono a lasciare e prendere le distanze da un compagno violento non hanno alcuna autostima"

Franca Leosini
Franca Leosini

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7 Settembre 2020 - 19.37


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Lo scorso giugno la conduttrice di Storie Maledette Franca Leosini è finita al centro di una lunga polemica perché, nel corso di un’intervista a Sonia Bracciale, in carcere perché accusata dell’omicidio dell’ex marito Dino Reatti che l’avrebbe picchiata, affermò: “Lei ha un quoziente di responsabilità come ce l’hanno tutte le donne che al primo omaggio di uno schiaffone non mollano l’uomo che si è permesso di darglielo”.
Allora, la psicologa Roberta Bruzzone spiegò che se le donne non scappano è perché vengono manipolate: “Non si deve riconoscere alle donne ‘un quoziente di responsabilità’, perché non ce l’hanno. Sono all’interno di quelle dinamiche tossiche perché vengono manipolate. Se fosse così facile andarsene probabilmente lo farebbero”.
Oggi, in un’intervista a La Stampa, Franca Leosini non solo ha difeso la sua affermazione, ma l’ha anche modificata, in un modo che farà discutere: “La frase è stata volutamente falsata. Se una accetta di subire una situazione diventa non dico responsabile, ma complice del suo carnefice. Se una donna, una ragazza, ha vissuto in una famiglia dove il padre, come si dice a Roma, corcava regolarmente la madre e la madre subiva e non era capace di reagire è matematico che possa introiettare questi comportamenti. Trovarli normali e quindi accettare un maschio che si comporti così con lei. Per questo dico a tutte le donne che al primo schiaffone devono scappare”.
Secondo Leosini, il maschio violento cresce in quelle famiglie dove il padre impone il proprio dominio sulla madre e quest’ultima, rassegnata, lo accetta: “Un ragazzo che ha visto il padre menare la madre lo rifarà. E le donne che non reagiscono, che non riescono a lasciare e prendere le distanze da un compagno violento non hanno alcuna autostima. Spesso c’è dietro anche un vuoto culturale. I maneschi sono più dove la cultura è meno frequentata, in altre situazioni magari non c’è bisogno di arrivare a esserlo. […] Ma ribadisco che al primo schiaffo te ne devi andare perché altrimenti dai un lasciapassare, poi diventa uso di vita. Io comando tu obbedisci. Purtroppo succede molto più di quanto sia raccontato. Magari finisce nei trafiletti di cronaca fino alla tragedia. E mi dispiace dirlo ma accade più al Sud”.

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