A 40 anni dalla strage di Bologna non possiamo non essere lì

Si riempia il piazzale della stazione, si stia un minuto in silenzio in quell’ora tragica. Perché quelle 10.25 per noi vogliono dire una sola cosa: violenza fascista, violenza di Stato

Strage di Bologna

Strage di Bologna

globalist 20 luglio 2020

di Dhyan Gandha Emanuela Risari*

Scrive Claudio Visani nel suo appello “io voglio esserci. Come sempre”. Credo sia il sentire di molti bolognesi. Credo sia il sentire di molti. E allora di scenda in piazza il 2 agosto: senza permessi, senza autorizzazioni.

Si riempia il piazzale della stazione, si stia un minuto in silenzio in quell’ora tragica.

Perché quelle 10.25 per noi vogliono dire una sola cosa: violenza fascista, violenza di Stato ( no, no, non “altro” Stato, non sevizi deviati. Stato e servizi. Punto.). E quarant’anni dopo non si può, davvero non si può, essere altrove. Con o senza “autorizzazione”

*Giornalista de l'Unità