C'è un paesino italiano che ha intitolato per primo una piazza agli eroi e i morti del Coronavirus

Grazie all'amicizia di un cittadino con un professore di Cambridge, altre 3 città nel mondo faranno la stessa cosa in video collegamento

Pianengo

Pianengo

globalist 30 giugno 2020

Da Pianengo, provincia di Cremona, l’idea, primi al mondo, di intitolare una piazza ai “morti e agli eroi del coronavirus”. Lo racconta sull'Agi.it Manuela D'Alessandro. Il progetto non solo diventerà presto realtà ma il 25 luglio, giorno in cui la memoria della pandemia diventerà un luogo di passeggio e incontro, anche altre due città nel mondo seguiranno l’esempio. “Tutto è nato alla fine di marzo, nel pieno del contagio - racconta all’AGI il sindaco Ernesto Roberto Barbaglio - quando un concittadino ha proposto di fare qualcosa perché anche chi verrà dopo di noi ricordi quanto successo e coltivi la gratitudine per chi si è speso così tanto per gli altri e il rispetto per chi se n’è andato. Il consiglio comunale ha preso subito a cuore l’idea pensando alla piazza del Municipio. Anche noi avuto gravi perdite in questo periodo, Siamo un paese di 2500 abitanti e nei primi 4 mesi dell’anno abbiamo contato 17 morti quando di solito ce n’è uno, oltre a 43 contagiati”.


Il 'gancio' internazionale è arrivato grazie all’amicizia tra un abitante di Pianengo e un professore all’università di Cambridge: “Così ci siamo ritrovati ‘gemellati’ in questa iniziativa anche con Stoccolma, in Svezia, e Alberta, in Canada, che sono collegate con l’ateneo inglese. Siamo in contatto con le rispettive ambasciate e stiamo organizzando la cerimonia che sarebbe dovuta essere oggi ma abbiamo rimandato in attesa dell’autorizzazione della Prefettura per l’intitolazione”.


La nuova data è il 25 luglio, con inizio alle 18 e 30. “Ci sarà una Messa, poi l’esecuzione dell’inno nazionale da parte di un tenore del paese e poi i discorsi in video con Stoccolma e Alberta che, in contemporanea, lo stesso giorno inaugureranno le loro vie ai morti e agli eroi del Covid. Poi scopriremo le sculture e il canto finale sarà ‘Nessun dorma’”. L’obbiettivo è tenere sveglia la memoria perché  “la gente dimentica troppo in fretta quello che si è vissuto, anche in questi giorni vediamo comportamenti indicativi di questa rimozione".