Quando tro*e (anche in pubblico) lo diceva Salvini, moralista dell’ultima ora

Nel 2016, durante un evento della Lega a Ormea, Salvini mostra tutto felice alla camera un cartello che dà delle 'troie' alle donne

Salvini a Ormea

Salvini a Ormea

globalist 20 gennaio 2020
Bisogna riconoscergli una cosa, a Matteo Salvini: la sua faccia di bronzo è inimmaginabile. Avremmo già dovuto capirlo quando ha avuto il coraggio di presentarsi al sud dopo aver insultato i napoletani nell'ormai famoso video (ma è altresì inimmaginbaile che al sud votino Lega, ma tant'è...), ma questo paese, forse allenato da ventanni di berlusconismo, ha imparato a sprangarsi gli occhi davanti alle contraddizioni. E soprattutto, ad allenare la memoria affinché si accorci, eliminando il passato anche molto recente. 
Facciamo quindi un passo indietro: è il 2016, siamo a Ormea (Cuneo) e Salvini sta facendo una diretta Facebook, perché certe cose non cambiano mai. 
Uno dei futuri elettori gli mette in mano un cartello, che Salvini legge divertito alla camera e poi mostra addirittura in primo piano, tutto contento. 
Quattro anni dopo: nel 2020, nella stessa giornata in cui Salvini ha condannato chi "paragona le donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti" riferendosi al cantante Junior Cally e ai suoi testi molto sessisti, noi vi riproponiamo la foto di un Salvini sorridente con un cartello che chiama le donne troie. 
E basta così: basta questo per rendersi conto dell'ipocrisia di questo personaggio, capace di dire di tutto e il suo contrario. Arriverà il momento in cui sarà travolto dalla mole delle sue stesse bugie?