L'idea delle Sardine: "Nel decreto sicurezza Daspo per chi alimenta l'odio in rete"

Mattia Santori: "Individuare subito chi minaccia via social e renderlo oggetto di un Daspo che gli impedisca comportamenti simili, bypassando la comune pratica dei profili fake"

Mattia Santori

Mattia Santori

globalist 17 gennaio 2020

La proposta è interessante e anche condivisibile: perché non agire fermamente con chi diffonde l’odio in rete, visto che la rete è diventata una dei principali luogo di odio, minacce e disinformazione?

E ora i ragazzi del movimento ci stanno pensando: "Perché non introdurre un Daspo anche per i social network?".
La proposta, diretta al Governo, arriva dalle Sardine, dopo i numerosi episodi di insulti e minacce subiti da diversi attivisti, inclusi i fondatori. L'ultimo episodio, in ordine di tempo, è quello che ha visto coinvolto un attivista di San Pietro in Casale, finito oggetto di un video di Matteo Salvini mentre parlava dal palco.


A causa delle minacce e dell'odio di cui si è trovato oggetto, spiega Mattia Santori, portavoce delle Sardine, al ragazzo è stato consigliato dalle autorità di interrompere il suo lavoro come agente di commercio.
L'idea delle Sardine è quella di lavorare sull'identificazione digitale, così da poter individuare subito chi minaccia via social e renderlo oggetto di un Daspo che gli impedisca comportamenti simili, bypassando la comune pratica dei profili fake.


"La linea con la censura è fragile, ma iniziamo a parlarne - ha proposto Santori, durante una conferenza stampa stamattina a Bologna -. Se qualcuno non è in grado di comportarsi nell'arena pubblica allora non può entrare in quell'arena".


Il momento, per le sardine, sarebbe anche propizio: "Visto che si sta parlando di rimettere mano ai decreti sicurezza perché non aggiungere anche questo? Serve una maggiore sicurezza digitale".