Giornata contro l'omofobia: in Italia la legge è ferma da 2 anni
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Giornata contro l'omofobia: in Italia la legge è ferma da 2 anni

Oggi nel mondo si celebra la Giornata mondiale contro l'omofobia: in Italia c'è tanto lavoro da fare e la legge per contrastarla giace in Parlamento.

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17 Maggio 2016 - 09.49


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Oggi, 17 maggio, si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro l’Omofobia. Nonostante gli appelli giunti da più parti politche però, la situazione in Italia sulla lotta a questo odioso fenomeno sociale è ancora indietro. Ad esempio è ferma in Senato da troppo tempo la legge che permetterebbe di iniziare a contrastare l’omofobia. L’Arcigay ha denunciato che solo nell’ultimo anno gli episodi segnalati sui mass media di questo tipo di discriminazione sono stati 104, e, dato ancora più triste, sono solo la punta dell’iceberg, perché molti ancora hanno paura e/o vergogna a denunciare gli episodi.

 

A chiedere che il Parlamento legiferi in fretta è Nichi Vendola, leader di Sel, che dal suo profilo di Facebook ha ricordato come una proposta di legge (approvata in prima lettura dalla Camera) per il contrasto all’omofobia e alla transfobia  è ferma da oltre due anni e mezzo.

 

Il testo, che ha come prima firma quella del sottosegretario Dem Ivan Scalfarotto, approvato dalla Camera il 20 settembre 2013, e trasmesso dopo 4 giorni a Palazzo Madama, non è nel calendario dell’Aula e non procede da tempo, anche se sono stati da tempo presentati gli emendamenti.

 

Non sono mancate le proposte di modifica, da parte di alcuni esponenti dei centristi, contrari per principio alla legge, preoccupati da sempre a togliere diritti ai cittadini piuttosto che lavorare per il benessere comune. Ad esempio il senatore Carlo Giovanardi, accusato però dal Movimento 5 stelle di non aver capito la differenza tra omosessualità e pedofilia (come buona parte degli esponenti del centrodestra e dei moderati dem) . 

 

Tra gli emendamenti presentati ce ne sono anche alcuni del Movimento 5stelle che propongono in caso di condanna l’obbligo di lavorare da sei mesi a un anno in un’associazione che tutela omosessuali, bisessuali, transessuali o transgender. Obiettivo: far capire meglio il mondo contro il quale si è provata tanta avversione.

Il provvedimento introduce nel nostro ordinamento il reato di discriminazione e istigazione all’odio e alla violenza omofobica. E nella legge Mancino, l’aggravante di omofobia. Temperata, però, dalla previsione esplicita che “non costituiscono discriminazione la libera espressione di convincimenti o opinioni riconducibili al pluralismo delle idee”, anche nel caso siano “assunte” in “organizzazioni” politiche, sindacali, culturali, religiose.

 

Ecco che cosa prevede la legge per contrastare l’omofobia:

– Carcere fino a un anno e 6 mesi o la multa fino a 6.000 euro per chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi fondati sull’omofobia o transfobia.

– Reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi in qualsiasi modo “istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi» fondati sull’omofobia o transfobia”.

– Reclusione da 6 mesi a 4 anni chiunque partecipa – o presta assistenza – ad organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi fondati sull’omofobia o transfobia. Tali formazioni sono espressamente vietate dalla legge. La pena per coloro che le promuovono o dirigono è la reclusione da 1 a 6 anni.

 

Nel testo è specificato che ‘non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza. Infine è previsto che l’Istat faccia rilevazioni con cadenza almeno quadriennale sulle discriminazioni e sulla violenza, misurandone le caratteristiche fondamentali e individuando i soggetti più esposti al rischio.

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