Migranti, esercito schierato
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Migranti, esercito schierato

Dopo una breve tregua, i migranti provenienti da Paesi che non si trovano in stato guerra hanno cominciato a premere di nuovo sulla frontiera fra Grecia e Macedonia al valico di Gevgelija, dove a decine si arrampicato sulla recinzione chiedendo di

Migranti, esercito schierato
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redazione Modifica articolo

3 Dicembre 2015 - 10.40


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Dopo una breve tregua, i migranti provenienti da Paesi che non si trovano in stato guerra hanno cominciato a premere di nuovo sulla frontiera fra Grecia e Macedonia al valico di Gevgelija, dove a decine si arrampicato sulla recinzione chiedendo di entrare per potersi avviare verso l’Europa centrale.
Al valico di Gevgelija ci sono due cordoni di polizia e le forze di sicurezza macedoni che fronteggiano i migranti, a che se un folto gruppo di loro dopo la lunga attesa nella terra di nessuno ha fatto marcia indietro ed è tornato in Grecia. Diverse televisioni mostrano però che sta arrivando ancora una grande massa di profugh, mentre l’esercito ha preparato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni, e la polizia militare ha allontanato i giornalisti dal confine.
Decine di migranti economici, soprattutto dall’Iran, continuano a tentar di scalare la recinzione, e invitano gli altri a protestare. Altri mettono in prima fila i bambini, che portano striscioni che con su scritto “Non siamo terroristi, vogliamo la pace” e “Grazie per il vostro aiuto.”
La protesta dei migranti economici sta per toccare il culmine dell’ insoddisfazione, perché nel corso dell’ultima notte la Macedonia ha lasciato entrare diverse migliaia di persone provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan, ,mentre tutti gli altri sono rimasti bloccati al di là del confine.
Nel centro di accoglienza di Djevdjelija le cose vanno abbastanza bene, coloro che entrano nel paese sono debitamente registrati al posto di controllo, da dove vengono trasferiti verso Tabanovac esclusivamente in treno, perché a tassisti e pullman è fatto divieto di trasportare migranti.
La polizia greca e l’esercito macedone controllano i documenti dei profughi e verificano che non forniscano false informazioni sulla loro provenienza o non usino passaporti contraffatti. Colori i quali si sono visti negare l’ingresso in Macedonia dormono invece sul lato greco del confine, alcuni hanno trascorso la notte addossati al muro di un centro di accoglienza, per proteggersi dal nevischio.
Per inciso, l’esercito fin dal mattino ha cominciato a scavare buche per i pali, per rafforzare la recinzione di filo spinato al confine.Le autorità macedoni hanno costruito una barriera lunga circa otto chilometri, ed è solo la prima parte di un muro che ne misurerà circa 50.
Fonte: RTS

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