Profondamente turbati dai sanguinosi fatti di Parigi, Romania e Bulgaria stanno puntando in questi giorni su un deciso inasprimento delle normative in vigore e su un netto rafforzamento delle misure di sicurezza per far fronte alle minacce terroristiche. La scorsa settimana, infatti, alcuni funzionari rumeni del ministero della Difesa hanno avvertito che il governo, nelle prossime settimane, ricorrerà ad ogni mezzo a disposizione per prevenire eventuali attacchi terroristici, riportando in vita – in particolare – due leggi recentemente annullate dalla Corte costituzionale. Si tratta di due norme relative alla conservazioni dei dati ottenuti con il controllo del traffico telefonico e delle comunicazioni via internet.
“Ormai dobbiamo utilizzare ogni risorsa per prevenire e combattere il crimine su larga scala – spiega George Maior, a capo dell’Intelligence rumena (Sri) -, dal momento che gli avvenimenti recenti hanno rivelato la potenza e l’efficacia delle nuove minacce terroristiche. Questi attacchi, infatti, non solo mettono in pericolo la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico, ma contribuiscono a minare la credibilità delle istituzioni preposte all’applicazione della legge. E le due proposte normative bocciate dalla Corte costituzionale seguono proprio tale direzione, rivelandosi dunque necessarie per poter identificare i fattori di rischio della sicurezza nazionale e mondiale”.
Peraltro, a pochi giorni dagli attacchi terroristici che hanno sconvolto la Francia, i partiti politici rumeni hanno accolto senza indugi la proposta del capo di Stato Klaus Iohannis di far lievitare al 2% il bilancio nazionale destinato alla Difesa.
“La rapida espansione della minaccia terroristica islamica sta costringendo l’Europa a serrare i ranghi e ad affilare le armi per difendersi – osserva Traian Igas, senatore ed ex ministro degli Interni rumeno – e anche Bucarest, nonostante la povertà dilagante e la feroce crisi economica, stanzierà più capitali a favore della Sicurezza”.
Quanto alla Bulgaria, recentemente il coordinatore dell’Ue per l’antiterrorismo Gilles de Kerchove si è recato a Sofia per discutere con le autorità delle necessarie risposte da dare in modo da fronteggiare le minacce fondamentaliste. Dopotutto il governo bulgaro ha appena istituito una squadra interministeriale a cui ha affidato il compito di redigere una nuova normativa per criminalizzare l’attività dei combattenti stranieri. Non solo: sono state approvate una serie di misure per mantenere elevati gli standard di sicurezza alle frontiere esterne dell’Ue e la polizia ha fortemente aumentato i controlli su tutto il territorio. Sono stati infatti arrestati negli ultimi giorni tre persone sospettate di voler raggiungere i ribelli islamici in Siria, ricercati dalle autorità apagnole, e un cittadino francese segnalato da Parigi.
(Fonte: Setimes)