I dati Ads di luglio: la crisi dell'editoria non cambia verso
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I dati Ads di luglio: la crisi dell'editoria non cambia verso

Continua il calo di copie dei quotidiani italiani (Corriere - 8,7%, Repubblica - 5,9%), anche se luglio è stato stabile e le vendite digitali crescono ancora.

I dati Ads di luglio: la crisi dell'editoria non cambia verso
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16 Settembre 2014 - 16.51


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Non c’è “cambio di verso” che tenga nella crisi drammatica dell’editoria italiana: i quotidiani continuano a perdere copie, e il contemporaneo e costante aumento della diffusione digitale compensa solo in parte il calo di lettori, della pubblicità e degli introiti. Colpa anche dei nostri editori-non-editori, a caccia di prestigio e potere politico ma a cortissimo di idee e strategie per invertire un trend di tagli, ridimensionamenti e chiusure che dura ormai da troppi anni.

Luglio stabile, calo pesante sul 2013

Secondo i dati Ads (Accertamento diffusione e stampa), il mese di luglio si è chiuso in sostanziale stabilità con il mese precedente (4,36 milioni di copie diffuse, + 1,2% rispetto a giugno) ma nel raffronto annuale con il 2013 il calo è vistoso. Il Corriere della Sera, che tra copie cartacee e digitali rimane il primo quotidiano nazionale con 405.230 copie (86mila on line), perde l’8,7%. Repubblica, che conferma il primato in edicola con 273.502 copie sulle 316.582 complessive, arretra del 5,9%. Il Sole 24 Ore, al terzo posto con 363.646 copie, perde l’1,2%, La Gazzetta dello Sport, quarta con 258.331, l’8%.

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Seguono, secondo i dati che tengono conto della diffusione totale (cartaceo più digitale), il Quotidiano Nazionale del Gruppo Rifeser con 260.911 copie (43.655 de Il Giorno, 121.576 del Resto del Carlino e 95.680 de La Nazione). La Stampa nel complesso cartaceo e digitale ha una diffusione di 228.809 copie, Il Messaggero di 156.454, il Giornale 102.568, Avvenire 98.190, Libero 63.973, il Fatto Quotidiano 56.954, Il Mattino di Napoli 51.563, Il Tempo 36.965.

Il boom del digitale non compensa la crisi.

Accanto al calo che continua, il dato Ads più forte per il mercato editoriale è l’appeal sempre crescente delle copie digitali. Tanto che tutti gli editori ormai si sono buttati nel web, puntando soprattutto sulle nuove possibilità di consumare informazione offerte dalla tecnologia attraverso la diffusione di tablet e smartphone di ultima generazione.

Questo spiega l’aumento considerevole (+55%) delle copie digitali dei quotidiani fra luglio e lo stesso mese dello scorso anno. In cifre, le 63 realtà editoriali hanno raggiunto un totale di copie digitali vendute che supera il mezzo milione (esattamente 508.035, contro le 327.506 di un anno fa) e pesano per il 12% sul totale delle vendite dei quotidiani nel mese, contro il 7% di un anno fa.

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Il Sole fa la lepre sull’on line.

Nel campo del digitale a fare da lepre è il Sole 24 Ore che a luglio è arrivato a 186.712 copie su un totale di 363.646 complessivamente vendute. Ma i numeri dovranno crescere per vedere qualche significativo impatto sui conti economici, anche perché per regolamento Ads, frutto di un accordo fra gli stessi editori, le copie digitali possono essere certificate con sconti fino al 70% rispetto al prezzo medio di copertina (50% se al prodotto digitale è abbinata la copia cartacea).

La top ten delle vendite digitali.

Questa, nel dettaglio, la classifica dei primi 10 quotidiani per vendite digitali a luglio:
Il Sole 24 Ore 186.712 copie; Corriere della Sera 86.565; La Repubblica 68.610; La Stampa 21.442; Italia Oggi 20.194; La Gazzetta dello Sport – Lunedì 16.807; La Gazzetta dello Sport 16.157; Il Fatto Quotidiano 12.816; Il Messaggero 10.524; L’Unione Sarda 7.948.

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