Il Papa ai Paesi asiatici: i cristiani vengono per camminare assieme
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Il Papa ai Paesi asiatici: i cristiani vengono per camminare assieme

Il Santo Padre spinge verso una distensione dei toni davanti ai vescovi asiatici, incontrati nel santuario di Haemi. Cerca il dialogo tra il Vaticano e l'Asia.

Il Papa ai Paesi asiatici: i cristiani vengono per camminare assieme
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17 Agosto 2014 - 16.18


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“Spero fermamente che i Paesi del vostro Continente con i quali la Santa Sede non ha ancora una relazione piena non esiteranno a promuovere un dialogo a beneficio di tutti”. Così Papa Francesco nel discorso tenuto davanti ai vescovi dell’Asia, incontrati nel santuario di Haemi, cerca di distendere i toni degli ultimi giorni, durante il suo viaggio asiatico.

“Non mi riferisco – ha aggiunto il Papa a braccio – solo al dialogo politico, ma anche al dialogo umano e fraterno”. E, ancora a braccio: “non devono pensare ‘questi vengono come concorrenti o conquistatori, non vengono a toglierci identita’ ma vogliono camminare con noi”.

“Quando guardiamo al grande Continente asiatico, con la sua vasta estensione di terre, le sue antiche culture e tradizioni, siamo consapevoli che, nel piano di Dio, le vostre comunità cristiane sono davvero un pusillus grex, un piccolo gregge – ha sottolineato il papa – al quale tuttavia è stata affidata la missione di portare la luce del Vangelo fino ai confini della terra”.

“Il Buon Pastore, che conosce e ama ciascuna delle sue pecore, guidi e irrobustisca i vostri sforzi nel radunarle in unità con Lui e con tutti gli altri membri del suo gregge sparso per il mondo. Affido ciascuno di voi all’intercessione di Maria, Madre della Chiesa – ha concluso Francesco, rivolgendosi a 68 vescovi di 35 paesi asiatici – e imparto di cuore la mia benedizione, quale pegno di grazia e pace nel Signore”.

Papa Francesco poi, con un gesto di ricerca di amicizia più che diplomatico, ha avuto uno scambio di messaggi augurali con il presidente cinese Xi Jinping, eletto il 13 marzo 2013, cioè un giorno dopo papa Francesco. Al presidente poi ha indirizzato il 13 agosto scorso un messaggio, come sempre fanno i papi con i capi di Stato dei paesi che sorvolano durante i viaggi apostolici. Con la Cina però è stata una prima volta, visto che nell’89, quando papa Wojtyla andò in Corea del Sud, Pechino vietò il sorvolo al suo aereo, che dovette passare per la rotta artica.

Nella Corea del Nord invece c’è stato un tentativo di creare una sorta di Associazione patriottica alla cinese, ma non ha avuto successo. L’arcivescovo di Seul, card. Andrew Yeon, è anche amministratore apostolico di Pyongyang ma non sembra che nella Corea del Nord la presenza dei cattolici sia significativa. Nella messa che papa Francesco ha celebrato ieri a Seul per la beatificazione di 124 martiri della prima generazione di cristiani coreani ha partecipato anche un giovane cinese della chiesa clandestina.

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