Ciro Esposito è in fin di vita
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Ciro Esposito è in fin di vita

Si sono drammaticamente aggravate le condizioni di salute del giovane tifoso: è cosciente ma sedato farmacologicamente. Operato ancora qualche giorno fa.

Ciro Esposito è in fin di vita
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24 Giugno 2014 - 18.57


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Ciro Esposito è cosciente ma sedato farmacologicamente. In mattinata sono improvvisamente peggiorate le condizioni del tifoso del Napoli ferito a colpi di pistola prima della finale di Coppa Italia con la Fiorentina dello scorso 3 maggio a Roma. Ormai è tenuto in vita solo dalle macchine. Il professor Massimo Antonelli, direttore del Centro di Rianimazione del Policlinico A. Gemelli ha detto che «le condizioni si sono ulteriormente aggravate nelle ultime 36 ore e i supporti vitali non riescono a tenere sotto controllo la funzionalità degli organi».

Il supporter partenopeo ha ripreso conoscenza dal 26 maggio scorso per poi peggiorare di nuovo. Il giovane, ricoverato da quel giorno al Policlinico Gemelli di Roma, è stato operato due volte, l’ultima alcuni giorni fa al polmone dopo la lobectomia superiore destra. Le criticità maggiori derivavano dall’infezione a un polmone e da un problema all’intestino. Anche la respirazione si era fatta nelle ultime ore sempre più affannosa e la pressione del giovane era bassissima.

“Purtroppo il quadro clinico è peggiorato”, ha dichiarato oggi l’avvocato Angelo Pisani, che assiste la famiglia di Ciro Esposito. “Ciro è tenuto in vita da farmaci e macchine. Speriamo in un miracolo”, ha poi aggiunto uno degli altri legali, l’avvocato Damiano De Rosa.

Accanto a Ciro, infatti, la madre del giovane, Antonella Leardi, che è rimasta sempre al capezzale del figlio in queste settimane. Al Policlinico Gemelli sono arrivati altri familiari del supporter napoletano. Nella stanza dove si trova il giovane in mattinata è arrivato anche un sacerdote per portare l’estrema unzione.

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Drammatiche le parole dello zio Vincenzo Esposito che è intervenuto a microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli: “Mi hanno fatto salutare mio nipote per l’ultima volta: è in coma irreversibile”. “Ero in viaggio da Napoli per venire a Roma e sapevo che Ciro era ancora vivo, ma mi sono arrivate decine di telefonate che mi dicevano che era morto. Non so chi ha messo in giro questa falsa notizia, ma per i parenti che non erano ancora al Gemelli è stato tremendo”, ha aggiunto. Poi l’accusa per gli incidenti prima della finale di Coppa Italia: “Ringraziamo il questore di Roma per quello che è successo”.

La famiglia del giovane vorrà riportare a Napoli il corpo del giovane una volta avvenuto il decesso. Uno degli zii di Esposito ha contattato la questura di Roma per chiedere l’autorizzazione a disporre della salma quando il ragazzo sarà morto. Questo perchè la salma potrebbe essere messa a disposizione dalla magistratura per l’autopsia considerando che c’è un’inchiesta in corso.

L’avvocato di Ciro: lo Stato ha fallito – A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto l’avvocato della famiglia Esposito: “Nella vicenda relativa ai fatti di Tor di Quinto il vero fallimento è quello dello Stato. Sono morte le Istituzioni che non hanno voluto rispondere a questo attacco criminale. Se a sparare fosse stato un napoletano, ci sarebbe stata la strumentazione della vicenda ed invece noi abbiamo dato dimostrazione di dignità. Le Istituzioni hanno fallito nella mancata risposta all’agguato, nell’organizzazione della finale di Coppa Italia, quando nella Capitale sono apparse scritte ignobili senza preoccuparsi di cancellarle. Speriamo nel miracolo perchè Ciro è in condizioni gravissime e merita di stare bene. La città deve unirsi per portare avanti una battaglia di civiltà”.

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Per il ferimento in carcere tifoso giallorosso – Per gli incidenti avvenuti prima della finale di Coppa Italia del 3 maggio scorso, e per il ferimento di Ciro Esposito, in fin di vita al Gemelli, è attualmente detenuto per l’accusa di tentato omicidio, Daniele De Santis. Secondo gli inquirenti, l’ultrà romanista ha fatto fuoco in direzione di alcuni tifosi del Napoli, tra cui Ciro Esposito, nel corso di una rissa scoppiata dopo che De Santis, assieme ad altre tre persone ancora da identificare, aveva provocato alcuni tifosi del Napoli a bordo di un bus con lanci di oggetti e fumogeni. Nei confronti dei tre tifosi partenopei rimasti feriti, il pm Eugenio Albamonte contesta il reato di rissa. Per questa vicenda nelle scorse settimane si è svolto un incidente probatorio per raccogliere la testimonianza di Raffaele Puzone, il supporter napoletano che ha confermato di aver visto De Santis fare fuoco. Nel corso della sua ricostruzione però il superteste è caduto in contraddizioni.

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I tifosi napoletani non andranno a Roma – Non ci sono gruppi di tifosi organizzati in partenza da Napoli verso Roma. È quanto si apprende da fonti del tifo organizzato della curva B dello Stadio San Paolo. Le notizie sul precipitare delle condizioni di Ciro Esposito hanno provocato dolore e rabbia tra i tifosi del Napoli, che però non avrebbero in programma di spostarsi a Roma.

Marino al Gemelli – Il sindaco di Roma Ignazio Marino si è recato al Gemelli dove si trova il tifoso napoletano. Il primo cittadino, dopo essere uscito da Palazzo Chigi, ha lasciato la sua bici con cui era arrivato lì ed è salito in macchina per raggiungere il Policlinico. “Vorrei andare a portare il saluto della città”, ha commentato Marino prima di andar via.

E arriva la protesta di Giovanni Esposito, che rifiuta una visita del sindaco di Roma. “È una persona indegna – ha detto a un medico che gli comunicava l’intenzione di Marino di venire – in 50 giorni non si è mai fatto vedere, adesso non lo vogliamo. È del mio partito ma è indegno”.

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