È stato individuato l’assassino di Yara Gambirasio. Questo è quanto ha reso noto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano che precisa: “secondo quanto rilevato dal profilo genetico in possesso degli inquirenti, è una persona del luogo, dunque della provincia di Bergamo”.
Lo scorso 10 aprile era arrivata la conferma inequivocabile che gli investigatori avevano il Dna del killer della tredicenne di Brembate Sopra uccisa il 26 novembre 2010. L’uomo, un muratore incensurato di 44 anni, è sposato e ha tre figli. A Massimo Giuseppe Bossetti si è arrivati per la sovrapponibilità del suo Dna con quello di “Ignoto 1”, rilevato sugli slip della ragazzina. Si tratterebbe, quindi, del figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, morto nel 1999. Nei confronti dell’uomo è stato emesso già un provvedimento e in queste ore si troverebbe nella caserma dei carabinieri.
Nelle prossime ore, ha aggiunto Alfano, “saranno forniti maggiori dettagli. Ringraziamo tutti, ognuno nel proprio ruolo, per l’impegno massimo, l’alta professionalità e la passione investiti nella difficile ricerca di questo efferato assassino che, finalmente, non è più senza volto”.
“Siamo in una fase delicatissima”, si è limitato a dire il procuratore della Repubblica di Bergamo, Francesco Dettori. Mentre il sindaco di Brembate Sopra ha detto: “Se è vero siamo felici, era un atto dovuto alla famiglia e a tutta la comunità” ha dichiarato. “Da quando è scomparsa da casa, a Brembate, e da quando è stata trovata uccisa a Chignolo Po, attendevamo questo momento. Ringrazio tutti quelli che hanno messo tante risorse in campo per arrivare a questo risultato”.
Il sindaco di Brembate Sopra“Se è vero siamo felici – ha commentato il primo cittadino di Brembate Sopra – era un atto dovuto alla famiglia e a tutta la comunità. Da quando è scomparsa da casa, a Brembate, e da quando è stata trovata uccisa a Chignolo d’Isola, attendevamo questo momento. Ringrazio tutti quelli che hanno messo tante risorse in campo per arrivare a questo risultato”.
Il caso – Il corpo di Yara era stato ritrovato in una zona industriale di Bergamo, il 26 febbraio del 2011. Tre mesi prima era scomparsa dal centro sportivo di Brembate di Sopra. Sui leggings e sugli slip di Yara erano state ritrovate delle piccole tracce di sangue, da cui si è potuto risalire al dna dell’assassino. Il profilo genetico era stato confrontato con 18.000 profili, con tutte le persone che conoscevano la tredicenne, e anche con tutti gli individui che erano passati in zona il giorno della scomparsa, il 26 novembre 2010, e che sono stati registrati dalle celle telefoniche che hanno agganciato i cellulari.
Dopo pochi mesi dal ritrovamento del corpo era stato individuato un ragazzo, che aveva dei punti in comune con il presunto assassino, l’ignoto 1. Tutta la famiglia del giovane, tranne il padre che era morto nel 1999, era stata analizzata, senza trovare elementi sufficienti. Fino al risultato del Dna di Guerinoni, l’autista morto a 61 anni, preso dal femore della salma riesumata il 7 marzo 2013 risultato compatibile del 99,99999987%. Giuseppe Guerinoni è il padre quindi di “Ignoto 1”, il killer fino ad ora sconosciuto.