Caso Dell'Utri: la decisione sull'estradizione potrà essere impugnata
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Caso Dell'Utri: la decisione sull'estradizione potrà essere impugnata

Ieri l'ex senatore forzista è stato interrogato dalla procura di Beirut. I suoi legali hanno chiesto gli arresti domiciliari.

Caso Dell'Utri: la decisione sull'estradizione potrà essere impugnata
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13 Maggio 2014 - 14.54


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La decisione che prenderà il governo libanese in merito alla richiesta di estradizione di Marcello Dell’Utri, “che sia favorevole o contraria (alla misura richiesta dall’Italia, ndr), potrà essere impugnata presso il Consiglio di Stato”, sia dall’avvocato di Dell’Utri sia dal governo italiano. Lo ha precisato il legale libanese dell’ex senatore, Akram Azouri, in alcune dichiarazioni rilasciate al quotidiano panarabo al-Sharq al-Awsat.

L’avvocato ha confermato che sta “preparando un ricorso alla Corte europea per i diritti umani di Strasburgo, per chiedere che sia annullata la condanna pronunciata dal tribunale italiano” nei confronti di Dell’Utri. “Se il mio assistito vincerà il ricorso – ha aggiunto – la condanna italiana sarà nulla e decadranno gli effetti della richiesta di estradizione”.

Ieri le’x senatore forzista è stato interrogato dalla procura di Beirut nel quadro delle procedure per la richiesta di estradizione avanzata dall’Italia. L’ex senatore di Forza Italia è stato trasferito al Palazzo di giustizia dall’ospedale al-Hayat, dove è ricoverato in stato di detenzione dopo la condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.

Al termine dell’interrogatorio l’ex senatore è tornato in ospedale, dove resta in stato di arresto, ma il suo avvocato libanese, Akram Azoury, ha inoltre chiesto gli arresti domiciliari. “L’interrogatorio è andato molto bene – ha detto il suo legale – La seduta si è conclusa senza che sia stata fissata una data per un nuovo interrogatorio”. La procura invierà un rapporto con le sue valutazioni al ministro della Giustizia che, insieme al primo ministro, dovrà prendere la decisione finale sull’estradizione. L’eventuale decreto dovrà essere firmato dal presidente della Repubblica.

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