Papa: in cella i deboli, i pesci grossi liberi
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Papa: in cella i deboli, i pesci grossi liberi

Il Santo Padre ha voluto ricordare che Dio è affianco deboli in cella mentre i pesci grossi nuotano liberi. Francesco dovrebbe andare in visita al Quirinale il 14 novembre.

Papa: in cella i deboli, i pesci grossi liberi
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23 Ottobre 2013 - 12.16


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“Anche Dio è un carcerato, non rimane fuori dalla cella”, “è dentro con loro, anche lui è un carcerato, dei nostri egoismi, dei nostri sistemi, delle tante ingiustizie che è facile” applicare “per punire i più deboli, mentre i pesci grossi nuotano liberamente nelle acque”. Lo ha detto il Papa a braccio nella udienza a 150 cappellani delle carceri italiane, che ha incontrato questa mattina nell’Aula Nervi prima di spostarsi in piazza San Pietro per l’Udienza Generale.

Una “giustizia di speranza e di porte aperte” “non è una utopia”, ha detto poi il Papa. “Recentemente avete parlato di una giustizia di riconciliazione, ma anche una giustizia di speranza, di porte aperte, di orizzonti, questa non è una utopia, – ha commentato – si può fare, non è facile perché le nostre debolezze ci sono dappertutto, il diavolo è dappertutto, le tentazioni, ma si deve tentare, vi auguro – ha concluso – che il Signore sia con voi e la Madonna vi custodisca, la madre di tutti voi e di tutti loro in carcere”.

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Al Pontefice è stata donata una borsa da viaggio fabbricata per lui dalle detenute del carcere femminile di Rebibbia. Il dono è stato consegnato al Pontefice durante l’udienza che ha concesso ai cappellani delle carceri italiane, questa mattina prima della udienza generale. Nel suo saluto a papa Francesco, don Virgilio Balducchi, a nome di tutti i cappellani delle carceri italiani ha avanzato tre richieste al Papa: l’istituzione di un “luogo permanente” per i detenuti e problemi delle carceri, all’interno di un dicastero vaticano, “magari – ha suggerito – ‘Giustizia e pace’-; una “celebrazione di riconciliazione qui in Vaticano, con lei”, da fare l’anno prossimo, incentrata sul tema delle carceri; infine che il Papa sostenga “anche davanti ai politici dell’Italia che anche in Italia c’è bisogno di una giustizia maggiormente riconciliativa, e sarebbe ora che la si applicasse”.

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