Con le carriole ripulirono il centro dell'Aquila: 8 aquilani alla sbarra
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Con le carriole ripulirono il centro dell'Aquila: 8 aquilani alla sbarra

Oggi la seconda udienza per gli aquilani che parteciparono alla manifestazione del 28 marzo 2010. Fuori al tribunale un presidio di manifestanti e sono spuntate anche le carriole.

Con le carriole ripulirono il centro dell'Aquila: 8 aquilani alla sbarra
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27 Settembre 2013 - 12.47


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“Le carriole sono la nostra storia, arrestateci tutti”. Con questo striscione e tre carriole vere, reduci dagli eventi di protesta dei primi mesi del post-sisma del 6 aprile 2009, si è svolto il sit-in del comitato cittadino 3e32 contro il processo in corso al Tribunale dell’Aquila a 7 imputati che parteciparono ad alcune di quelle manifestazioni.

Alle 11.30 l’udienza non era ancora cominciata, in aula dovrebbe essere formalizzata la riunificazione tra due diversi procedimenti aperti su questa vicenda. A cinque imputati – Alessandro Tettamanti, Marco Sebastiani, Anna Pacifica Colasacco, Antonio Di Giandomenico ed Ezio Bianchi – viene contestato di aver violato sia l’ordinanza sindacale di divieto di accesso nel centro storico in vigore all’epoca dei fatti, sia il regio decreto del 1931 che prevede l’arresto fino a 6 mesi e una sanzione da 103 a 413 euro per “aver promosso una riunione senza averne dato preavviso al questore”.

A questi si aggiungono i due imputati del secondo filone, Mattia Lolli e Mauro Zaffiri, insieme allo stesso Di Giandomenico, ex consigliere comunale, che ha a carico due diversi fatti. A loro viene contestata la sola manifestazione non autorizzata.

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