Caro Epifani, e la scuola dov'è finita?
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Caro Epifani, e la scuola dov'è finita?

Una lettera aperta del gruppo milanese del Pd al segretario per chiedere chiarimenti sulla linea del partito in merito alla scuola e alla formazione.

Caro Epifani, e la scuola dov'è finita?
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21 Giugno 2013 - 16.27


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“La scuola e la formazione sono oggi uno dei temi cruciali e una delle emergenze del nostro Paese. Noi democratici sappiamo bene che non si tiene in piedi l’Italia senza rimettere in moto l’istruzione, senza investirvi risorse che prima di essere economiche sono soprattutto di attenzione e intelligenza”. Così inizia una lettera aperta che alcuni esponenti del Pd milanese scrivono a Guglielmo Epifani, segretario del Partito Democratico.

“Proprio per la sua centralità – si legge – la scuola non può essere il tema dei soli addetti ai lavori: è uno dei capitoli determinanti per il presente e il futuro dell’Italia, come il lavoro, i diritti, la giustizia sociale, le riforme, e deve essere sempre al centro della nostra attenzione e azione politica. Ciò significa che il Partito Democratico deve continuare a elaborare una propria proposta di politica scolastica: una proposta moderna, coraggiosa e capace di privilegiare l’interesse del Paese e delle nuove generazioni. Una proposta che tenga al centro le parole d’ordine dell’autonomia scolastica, del riconoscimento e della valorizzazione degli insegnanti, della scuola come primo motore di inclusione, eguaglianza, solidarietà”.

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I firmatari della lettera sono Marco Campione, Emanuele Contu, Diana De Marchi, Simona Malpezzi, Fabio Pizzul e Roberto Rampi e aggiungono: “Per tutte queste ragioni, siamo rimasti sorpresi dalla scelta di non assegnare a nessun componente della nuova segreteria la delega per l’istruzione e la formazione. Eppure le deleghe tematiche all’interno della segreteria sono molte e variegate: politiche sociali e lavoro, politiche economiche, riforme, cultura e comunicazione, enti locali, Europa e difesa, sanità, ricerca e innovazione tecnologica, giovani, trasporti e infrastrutture, ambiente. C’è in segreteria un riferimento chiaro per tutto o quasi, eccetto istruzione e formazione”.

“Ogni tema dell’agenda – dicono – ha bisogno del punto di vista di chi va a scuola per lavorare o per apprendere e di chi nella scuola vede una risorsa per i propri figli o la propria impresa. E non ci riferiamo solo alle scelte che dovrà compiere Viale Trastevere, a cominciare dal rilancio dell’autonomia scolastica. Di quanto siano importanti istruzione e formazione per la crescita economica molto si è detto, ma prendi ad esempio anche le riforme istituzionali. Nel mandato assegnato ai saggi c’è anche la revisione del Titolo V: quale approccio avrà il Pd per tutto quello che concerne il cosiddetto federalismo scolastico?”.

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“Quando si tratterà di affrontare questi e tanti altri nodi, quale interlocutore avranno dentro il partito i nostri parlamentari e il governo, le organizzazioni sindacali e le famiglie, i docenti e i dirigenti scolastici? Il Partito Democratico ha bisogno di avere al suo interno un punto di riferimento certo per tutti i temi che riguardano l’istruzione e la formazione. Sarà altrimenti difficile dare il nostro contributo al necessario lavoro di rinnovamento della scuola italiana. E se oggi perdiamo di vista la centralità di questo tema, saremo poco credibili quando domani ci presenteremo agli elettori dicendo che per noi democratici la scuola è davvero importante”.

E infine un appello diretto a Epifani: “Caro Segretario, sulla scuola ci giochiamo un pezzo del futuro dell’Italia: lo sappiamo tutti molto bene, e sappiamo che noi democratici possiamo e dobbiamo dare un contributo importante. Ti chiediamo per questo di individuare una figura competente cui affidare la responsabilità su istruzione e formazione. Siamo certi che il Partito Democratico non potrà che guadagnarne in autorevolezza e consenso”.

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