Il caso Aldrovandi è stato il pretesto sul quale è nata la presentazione di una risoluzione davvero significativa, che qualcuno ha definito un passo in avanti nel grado di civiltà del Paese, approvata oggi dal consiglio regionale dell’Emilia Romagna. Il documento contiene, oltra alla solidarietà alla mamma di Federico Aldrovandi, ucciso a Ferrara il 25 settembre del 2005, durante un controllo di polizia, arriva anche la richiesta al governo di introdurre una legge sul reato di tortura, e il sollecito per l’approvazione di un provvedimento che obblighi le forze dell’ordine di avere un numero identificativo sui caschi e sulle divise.
Il documento è stato approvato con i voti a favore della maggioranza e del Movimento 5 Stelle, mentre si sono astenuti il Pdl e la Lega Nord. La risoluzione è partita dall’inziativa del capogruppo Fds Roberto Sconciaforni e sottoscritta da tutto il centrosinistra. Nel documento viene oltretutto chiesto che “le persone condannate in via definitiva, anche per pene inferiori ai quattro anni, siano allontanati dalle Forze dell’Ordine in modo inequivocabile”, e questo deve valere anche per i poliziotti colpevoli dell’omicidio di Federico Aldrovandi, dicono i fautori della risoluzione.
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