Aldrovandi: togliete la divisa a quei quattro
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Aldrovandi: togliete la divisa a quei quattro

Appello del Comitato Verità per Aldro: mai più malapolizia, togliete la divisa a quei quattro. Tra i firmatari i genitori di Federico, Erri De Luca e Vauro.

Aldrovandi: togliete la divisa a quei quattro
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3 Luglio 2012 - 23.22


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Il Comitato Verità per Aldro, insieme ai genitori di Federico Aldrovandi e tanti altri, ha promosso un appello per estromettere dal corpo della Polizia di Stato i quattro poliziotti – condannati per omicidio colposo – che il 25 settembre 2005 uccisero il ragazzo.
Globalist ha deciso di pubblicare integralmente il comunicato stampa.


Il 21 giugno 2012 la Cassazione si è espressa in modo definitivo sul caso di Federico Aldrovandi, il diciottenne ucciso durante un controllo di Polizia all’alba del 25 settembre del 2005 a Ferrara. La Corte ha confermato la condanna dei quattro poliziotti per eccesso colposo in omicidio colposo riprendendo così le sentenze di primo e secondo grado.

Alla luce della sentenza, chiediamo:

che i quattro poliziotti, condannati ora in via definitiva, vengano estromessi dalla Polizia di Stato, poiché evidentemente non in possesso dell’equilibrio e della particolare perizia necessari per fare parte di questo corpo;

che venga stabilito in maniera inequivocabile che le persone condannate in via definitiva, anche per pene inferiori ai 4 anni, siano allontanate dalle Forze dell’Ordine, modificando ove necessario le leggi e i regolamenti attualmente in vigore;

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che siano stabilite, per legge, modalità di riconoscimento certe degli appartenenti alle Forze dell’Ordine, con un numero identificativo sulla divisa e sui caschi o con qualsivoglia altra modalità adeguata allo scopo;

che venga riconosciuto anche in Italia il reato di tortura – così come definita universalmente e identificata dalle Nazioni Unite in termini di diritto internazionale – applicando la Convenzione delle Nazioni Unite del 1984 contro la tortura e le altre pene o trattamenti inumani, crudeli o degradanti, ratificata dall’Italia nel 1988.

Primi firmatari:

Patrizia Moretti

Lino Aldrovandi

Stefano Aldrovandi

Comitato Verità per Aldro

Simone Alberti, account

Stefania Andreotti, giornalista

Checchino Antonini, giornalista

Alice Balboni, disoccupata

Paolo Beni, presidente Arci

Rudra Bianzino

Gianni Biondillo, scrittore

Andrea Boldrini, operaio

Irene Bregola, ricercatrice e consigliera comunale Ferrara

Dean Buletti, giornalista

Stefano Calderoni, assessore provinciale Ferrara

Gigi Cattani, pensionato

Emanuela Cavicchi, insegnante

Franco Corleone, garante dei detenuti Firenze

Elisa Corridoni, pubblicitaria

Ilaria Cucchi

Erri De Luca, scrittore

Girolamo De Michele, scrittore

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Italo Di Sabato, Osservatorio sulla repressione

Nicoletta Dosio, movimento No Tav

Valerio Evangelisti, scrittore

Paolo Ferrero, segretario nazionale Prc

Domenica Ferrulli

Leonardo Fiorentini, webmaster

Don Andrea Gallo

Haidi Giuliani

Giuliano Giuliani

Luca Greco, sindacalista

Salvatore Greco, impiegato

Lorenzo Guadagnucci, giornalista e fra i fondatori del “Comitato Verità e Giustizia per Genova”

Claudia Guido, fotografa

Cinzia Gubbini, giornalista

Giuliano Guietti, segretario Cgil Ferrara

Luisa Lampronti, educatrice

Carla Leni, educatrice

Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice

Piero Maestri, portavoce Sc

Giuliana Maggiano, insegnante

Luigi Manconi, presidente “A Buon Diritto”

Valerio Mastandrea, attore

Matilde Morselli, fotografa

Alice Orlandi, operaia

Laura Orteschi, impiegata

Matteo Parmeggiani, precario

Monica Pepe, giornalista comitato “10×100”

Pietro Pinna, ricercatore

Stefano Rossi

Fiamma Schiavi, impiegata

Vauro Senesi, vignettista

Lucia Uva

Filippo Vendemmiati, giornalista

Wu Ming, scrittori

Roberto Zanetti, operatore socio-sanitario

Marcella Zappaterra, presidente Provincia di Ferrara

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