Trovare un’altra vita
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Trovare un’altra vita

Immigrazione e mafia, un legame strettissimo per un fenomeno economico attorno a cui girano interessi legati ai permessi di soggiorno, al caporalato, agli scafisti e non solo.

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20 Giugno 2011 - 17.24


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di Laura Aprati

L’immigrazione è un fenomeno che, negli ultimi anni, colpisce l’Italia, con tanto di polemiche politiche e demagogie al seguito.

Ma i dati dell’UNHCR ci parlano di 44 milioni di persone che hanno vissuto lontano dalla propria casa e questo solo nel 2010. Circa un terzo sono rifugiati, 850 mila sono in cerca di asilo.

Gli immigrati, clandestini e non, i rifugiati, i richiedenti asilo sono oramai un grande popolo in movimento che ci scuote e ci fa fare i conti con la nostra staticità. Con una società che ha pensato di essere arrivata. Di potersi sedere e guardare il mondo che passa. E invece no il mondo non solo passa ma ci trascina, cambiano i nostri riferimenti. Non possiamo più vivere chiusi nel nostro orticello, dobbiamo aprire le porte ad un nuovo modo di vivere, a nuove lingue. L’integrazione è il nostro futuro come lo è stato cent’anni fa per altri paesi.

Ma l’immigrazione è anche un fenomeno economico attorno a cui girano interessi legati ai permessi di soggiorno, al caporalato, agli scafisti, ai “venditori” di esseri umani, al lavoro sottocosto, al crimine organizzato.

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Datori di lavoro italiani che fanno richieste di lavoratori stranieri dietro un compenso che varia tra i 4 ai 7mila euro a richiesta. Le persone che arriveranno diventeranno poi clandestine, senza documenti e facilmente sfruttabili e ricattabili. E così si stravolge anche il mondo del lavoro , si cambiano le regole del gioco non solo per gli extracomunitari ma anche per i nostri lavoratori.

La Caritas, inoltre, contraddice alcuni dati del Ministero dell’Interno. Non è vero che i più arrivano dal mare molti arrivano regolarmente in aereo con visti di soggiorno per turismo o studio e dopo 3 mesi diventano clandestini.

Il fenomeno va guardato in tutta la sua complessità e soprattutto a quanti i clandestini, gli immigrati sono utili?

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