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Un giudice dell'Isis in pose 'immorali' con le schiave yazide: spuntano le foto

Il Mullah Sajid Ahmed Ali Sharji si era fatto riprendere quasi abbracciato alle ragazze: cosa vietata dalle leggi islamiche

Il giudice dell'Isis e le schiave yazide
Il giudice dell'Isis e le schiave yazide

globalist Modifica articolo

24 Luglio 2017 - 10.15


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La doppia morale è tipica di tante persone. Compresi i feroci fanatici dello Stato Islamico: un giudice dello Stato Islamico è stato immortalato in pose definite “osé” e “amorose” con schiave yazide, schiave yazide prese in ostaggio nell’estate del 2014 nel Nord dell’Iraq. Il magistrato compare in una serie di fotografie trovate dalle forze irachene sul cellulare di un combattente del Califfato ucciso.
Le fotografie, pubblicate sui social da diversi attivisti iracheni, mostrano il ‘giudice’ Mullah Sajid Ahmed Ali Sharji, in compagna di “diverse donne yazide in posizioni osé che offendono il pudore”, è stato commentato.
Ovviamente da un punto di vista occidentale su tratta di foto innocenti, ma pur sempre fatte a ragazze tenute prigioniere e da una persona che violava i precetti islamici in nome del quali uccideva.
L’uomo viene indicato come “il giudice della provincia di Dijlah”, nome dato dall’Isis ad una zona a Sud della sua grande roccaforte irachena Mousl liberata agli inizi di questo mese.
Secondo dati raccolti dall’Onu, gli appartenenti alla minoranza curda yazidi, presi in ostaggio degli uomini del Califfato nell’estate del 2014 “sono circa 3.200, metà delle quali sono ragazze e donne”.

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