Se ne sente parlare sempre più spesso: dopo anni passati in sordina, le obbligazioni sono tornate al centro dell’attenzione dei risparmiatori. Con uno scenario economico che cambia e i tassi di interesse che sono tornati a salire, molti guardano a questi strumenti come a un’opportunità per proteggere e far crescere il proprio capitale con maggiore serenità.
Ma cosa significa, in pratica, investire in obbligazioni e perché potrebbe essere una scelta saggia anche per chi non si sente un esperto di finanza? Sicuramente i bond (un altro modo per chiamare le obbligazioni) meritano un posto nel portafoglio di un risparmiatore. Ed è importante sapere come costruire una strategia di investimento equilibrata e orientata al futuro.
Che cos’è un’obbligazione (in parole semplici)
Prima di parlare dei vantaggi, è fondamentale capire a che cosa si fa riferimento. Immaginiamo di prestare una somma di denaro a un’azienda (come una grande multinazionale) o a uno Stato per un periodo di tempo definito. L’azienda o lo Stato, in cambio del prestito, si impegna a fare due cose:
- pagare degli interessi periodici – questa somma è conosciuta come cedola obbligazioni e può essere paragonata a un affitto che si riceve per aver “noleggiato” il denaro. La cedola viene solitamente pagata ogni sei mesi o una volta all’anno;
- restituire l’intera somma a una data stabilita – alla scadenza viene rimborsato il capitale inizialmente prestato.
In sostanza, effettuare un investimento in obbligazioni significa fare un prestito a un emittente, il quale ricompensa con un interesse e con la promessa di restituire tutto alla fine.
Motivo 1 – Stabilità del capitale
Uno dei timori più grandi per chi inizia a investire è la volatilità, ovvero le oscillazioni dei prezzi. I mercati azionari sono soggetti a salite e discese che mettono a dura prova la serenità. Le obbligazioni, soprattutto quelle emesse da Stati solidi o da aziende con un’ottima reputazione finanziaria, si comportano in modo molto diverso.
La loro natura di “prestito” le rende intrinsecamente meno volatili. Salvo eventi eccezionali, il loro valore non subisce gli stessi scossoni delle azioni. Diventano, quindi, uno strumento ideale per chi cerca la stabilità del capitale e preferisce un percorso di crescita più prevedibile. Funziona come un’ancora per il portafoglio, capace di mantenerlo più saldo anche quando i mercati sono in tempesta.
Motivo 2 – Cedola periodica
Il secondo grande vantaggio è la prevedibilità del flusso di cassa. Ricevere una cedola obbligazioni a scadenze regolari crea un’entrata finanziaria costante, un po’ come avere un piccolo reddito extra. Questo aspetto è estremamente utile per diverse ragioni:
- pianificazione – sapere di ricevere una certa somma ogni sei mesi aiuta a pianificare le spese o a definire nuovi obiettivi di risparmio;
- reinvestimento – le cedole incassate possono essere reinvestite per acquistare altre quote di obbligazioni o di altri strumenti, sfruttando il potere dell’interesse composto;
- tranquillità – in un portafoglio misto, vedere che la parte obbligazionaria genera comunque un’entrata, anche quando la parte azionaria è in calo, offre una notevole tranquillità.
Questo flusso costante rende i bond molto interessanti per chi vuole integrare il proprio reddito o per chi si avvicina alla pensione e cerca fonti di entrata stabili.
Motivo 3 – Diversificazione del portafoglio
Nel mondo degli investimenti, la regola fondamentale si chiama diversificazione. Investire tutto il proprio capitale in un unico strumento, come le azioni, significa legare tutto completamente all’andamento di quel mercato.
Inserire le obbligazioni, invece, permette una sana diversificazione del portafoglio. Storicamente, l’andamento delle obbligazioni non è correlato a quello delle azioni. Questo significa che, quando le azioni scendono, le obbligazioni di alta qualità tendono a mantenere il loro valore o addirittura a salire, agiscono da cuscinetto e limitano le perdite complessive.
Motivo 4 – Priorità di rimborso
Questo è un punto un po’ più tecnico, ma fondamentale, che rientra a pieno titolo tra i motivi per comprare bond. Cosa succede se l’azienda a cui si sono prestati i soldi fallisce? Qui emerge una differenza importante tra essere un obbligazionista (creditore) e un azionista (proprietario di una piccola parte dell’azienda).
In caso di insolvenza e successiva liquidazione della società, la legge stabilisce un ordine preciso per i rimborsi. Gli obbligazionisti vengono prima degli azionisti. Questo vuol dire che, una volta venduti gli asset della società, il ricavato viene usato per ripagare prima i creditori (compresi i possessori di obbligazioni) e solo dopo gli azionisti.
Anche se il rischio di perdita esiste sempre, questa priorità offre una certa sicurezza in più rispetto all’investimento azionario.
Come iniziare in pratica
Quelli descritti sono ottimi motivi, quindi, per riflettere su quanto le obbligazioni possano essere utili. Partire è meno complicato di quanto sembri. Non bisogna essere esperti, ma è importante seguire alcuni passaggi.
Valutare tolleranza al rischio e orizzonte temporale
Prima di tutto, bisogna chiedersi quanto si è disposti a rischiare e per quanto tempo si possono lasciare investiti i soldi. Se si hanno un orizzonte temporale lungo e una buona tolleranza al rischio, si possono considerare obbligazioni più lunghe o con un rating leggermente inferiore, ma con cedole più alte. Se invece la priorità è la sicurezza, meglio orientarsi su scadenze brevi ed emittenti molto solidi.
Diversificare con piccole somme
Non è necessario acquistare una singola obbligazione da migliaia di euro, perché oggi esistono soluzioni flessibili per diversificare anche con piccole somme. Le principali opzioni sono costituite da:
- titoli di Stato – esempi come i BTP italiani sono tra gli strumenti più conosciuti e accessibili per i risparmiatori;
- obbligazioni societarie (corporate) – prestiti a grandi aziende, che offrono rendimenti generalmente superiori a quelli statali a fronte di un rischio leggermente maggiore;
- fondi comuni o ETF obbligazionari – questi strumenti investono in un intero paniere di centinaia di obbligazioni diverse, offrendo una diversificazione istantanea e riducendo il rischio legato al singolo emittente.
Controllare scadenza e rating
Due parole da tenere a mente sono scadenza e rating. La scadenza indica la durata dell’investimento, mentre il rating è un voto espresso in lettere che le agenzie specializzate danno all’affidabilità di un emittente. Un rating alto indica un rischio di fallimento basso. Comunque, meglio evitare di concentrare tutto su un unico titolo: la diversificazione è sempre la scelta migliore.
Considerare un Piano di Accumulo
Se non si vuole investire tutto subito, un Piano di Accumulo del Capitale su un ETF obbligazionario può essere un’ottima strategia. Consiste nell’investire una piccola somma fissa a intervalli regolari. In questo modo, si acquista a prezzi diversi nel tempo, riducendo il rischio di arrivare in un momento sbagliato sul mercato.
Errori da evitare
Infine, un piccolo promemoria sui passi falsi più comuni quando ci si avvicina al mondo obbligazionario:
- cercare cedole altissime senza valutare il rischio – una cedola molto conveniente è spesso il segnale di un rischio di default più elevato. Non bisogna farsi ingannare solo dal rendimento;
- trascurare l’effetto dei tassi di interesse – esiste una relazione inversa tra i tassi di interesse e i prezzi delle obbligazioni già in circolazione. Se i tassi salgono, il prezzo dei vecchi bond con cedole più basse tende a scendere;
- ignorare i costi – sia quando si compra tramite una banca che quando ci si affida a un broker online, ci sono sempre dei costi di transazione. Se si investe in fondi o ETF, quindi, è bene verificare le commissioni di gestione annua.
Le obbligazioni non solo la soluzione a tutto, ma rappresentano uno strumento di stabilità, equilibrio e buon senso. Per il risparmiatore che vuole far crescere il patrimonio senza eccessive preoccupazioni, sono uno strumento utile e un punto di partenza per un futuro di investimenti sereno.