Bonus ristrutturazioni edilizie: scopriamo quest’incentivo statale
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Bonus ristrutturazioni edilizie: scopriamo quest’incentivo statale

Negli ultimi anni abbiamo visto nascere numerosi bonus statali dedicati alla riqualificazione degli edifici, con un particolare riguardo per l’efficientamento energetico

Bonus ristrutturazioni edilizie: scopriamo quest’incentivo statale
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9 Gennaio 2024 - 10.52


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Negli ultimi anni abbiamo visto nascere numerosi bonus statali dedicati alla riqualificazione degli edifici, con un particolare riguardo per l’efficientamento energetico; quando si parla di ristrutturazioni, tuttavia, l’incentivo di riferimento è senza dubbio il Bonus Ristrutturazioni Edilizie.

Il Bonus Ristrutturazioni Edilizie, molto conosciuto anche come Bonus Casa, è quello più longevo, nonché quello dedicato prettamente alle ristrutturazioni, e negli ultimi tempi è divenuto oggetto di alcune modifiche di carattere migliorativo.

Andiamo dunque a scoprire che cosa lo contraddistingue.

Bonus Ristrutturazioni Edilizie: ecco cosa prevede

Il Bonus Ristrutturazioni Edilizie, la cui denominazione estesa è “agevolazione fiscale sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio”, come si può notare sul sito Internet istituzionale dell’Agenzia delle Entrate, è disciplinato dall’art. 16-bis del TUIR, Testo unico delle imposte sui redditi, ovvero il DPR 917/86.

Originariamente, il Bonus Ristrutturazioni Edilizie consisteva in una detrazione IRPEF da ripartire in 10 quote annuali di analogo importo pari al 36% delle spese sostenute, entro un massimale di 48.000 euro per singola unità immobiliare.

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Come si diceva, però, nelle varie proroghe di cui questo bonus è stato oggetto sono state previste delle condizioni più vantaggiose che sono attualmente attive: oggi, infatti, la detrazione è pari al 50%, ed è più elevato anche il massimale di spesa, fissato a 96.000 euro per unità immobiliare.

Tale detrazione è fruibile anche da parte di chi acquista immobili ad uso abitativo facenti parte di edifici interamente strutturati, in caso di interventi di restauro, di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia effettuati da imprese che, entro 18 mesi dalla conclusione dei lavori, vendono o assegnano l’immobile.

In tali casi l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve quindi calcolare la detrazione su un importo forfettario corrispondente al 25% del prezzo, comprensivo di IVA, di assegnazione o di vendita dell’immobile.

Tante opportunità per chi desidera ristrutturare

Come si accennava in precedenza, le ristrutturazioni possono essere compiute usufruendo anche di altri tipi di bonus che prevedono detrazioni di diversa entità, bonus che sono tuttavia più peculiari, dunque la ristrutturazione deve essere necessariamente associata, in modo totale o anche solo parziale, a riqualificazioni specifiche, ad esempio quelle finalizzate al raggiungimento di una più elevata classe energetica.

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Non bisogna dimenticare che, chi desidera ristrutturare il proprio immobile, può usufruire anche di finanziamenti specifici; sarebbe un errore, infatti, credere che le banche eroghino dei mutui esclusivamente per l’acquisto di immobili, anzi i mutui finalizzati ad interventi ristrutturativi sono sempre più diffusi, come confermato dal fatto che noti comparatori online come Telemutuo prevedono funzioni di comparazione dedicate esclusivamente al mutuo per ristrutturazione casa.

Al di là delle numerose ed interessanti opportunità oggi a disposizione, non vi è dubbio sul fatto che ristrutturare un immobile possa essere un ottimo investimento.

Eseguire degli interventi ad hoc significa non solo rendere l’immobile più confortevole, efficiente e funzionale, ma anche aumentare il suo valore di mercato, nell’ottica di una vendita o di una locazione; delle ristrutturazioni ben eseguite, infatti, possono accrescere il valore del bene in maniera davvero esponenziale, e ciò ha una valenza particolarmente importante in Italia, dove la quantità di edifici che necessiterebbe di una ristrutturazione è molto elevata.

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