Donne e lavoro: non voglio solo la parità ma anche che la mia diversità sia rispettata
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Donne e lavoro: non voglio solo la parità ma anche che la mia diversità sia rispettata

Sono contraria alle categorie, alle quote, alle riserve rosa, sono contraria a questa fasulla politica della parità, sin da giovane rifiutai di entrare come quota rosa in alcuni organi del mio partito

Donne e lavoro: non voglio solo la parità ma anche che la mia diversità sia rispettata
Donne e lavoro
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Tiziana Buccico Modifica articolo

1 Maggio 2023 - 11.11


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Donne e donne, in politica in Italia i capi sono donne ma la politica rimane così lontana dalle politiche serie volte verso le donne, tutte impegnate a rispettare i generi o la parità, ma molto distanti dai reali problemi. Sono contraria alle categorie, alle quote, alle riserve rosa, sono contraria a questa fasulla politica della parità, sin da giovane rifiutai di entrare come quota rosa in alcuni organi del mio partito, ricordo ancora la mia ira di diciannovenne e non ho cambiato idea.

Anzi mi domando se oggi avere una donna a capo di un partito o del Governo non sia una scusa per saldare antichi debiti o per dimostrare di essere all’avanguardia, clementi e rispettosi delle donne, e questo a me non basta. Il merito non si discute, la Meloni e la Schlein sono donne che meritano, ma è un continuo ribadire che sono donne ed è tutto molto sottilmente sempre detto o enfatizzato, come se essere donne fosse sempre una scusa, una falsa difesa, come se per recuperare gli anni di vuoto bastasse questo a colmare vuoti. 

Lo so, sarò impopolare e controtendenza, ma io vorrei poter sostenere tutte le donne anche quelle che fanno cose ben più onerose e difficili, come le madri e le mogli, che si caricano di enormi responsabilità senza che nessuno dia loro voce. Quelle madri e quelle mogli che hanno sacrificato vite e aspirazioni per la famiglia, si proprio quella famiglia che tanti sbandierano ai comizi, con proclami e post di facciata e che provano a difendere solo a chiacchiere perché di fatti davvero pochi. Le donne che lavorano devono contare su altre donne che crescono i loro figli, una donna tutto non può fare! Ed allora mi domando cosa si fa davvero e che prospettive si offrono ai giovani in un paese che ormai decresce demograficamente? Vere politiche, atti concreti, provvedimenti che non ci rendano solo pari ma perché no anche “diverse”. Diverse perché se siamo madri dobbiamo poter contare sullo Stato, sui servizi ad hoc, su famiglie che possano godere di agevolazioni e su una società che collabori e condivida.

 Ho lavorato in luoghi diversi, con ruoli diversi, l’ostacolo ho sempre ritenuto fossero i “tempi del lavoro”, altro che parità io vorrei che i tempi fossero anche scanditi da quello che una donna, orgogliosamente, rappresenta in una famiglia. In alcuni lavori è davvero impossibile e nessuno lavora a modificare tali carenze e tali cecità. E cosa fanno le nostre illustri donne in politica? 

Urlano e sgomitano per una parità fasulla che cambia poco, che non obbliga gli Enti Pubblici, gli uffici territoriali etc ad avere asili interni con orari modulati agli orari delle madri, un’ Italia che costringe le famiglie spesso a spendere stipendi interi per baby sitter e asili privati, un paese che non applica costi agevolati per il latte artificiale e quant’altro, un’ Italia che fa propaganda sulla pelle di quelle nascenti famiglie che si fermano ad un figlio perché tutto è complicato e tutto si fonda sui nonni e sulle corse disperate per far conciliare orari e attività, un’Italia che decresce perché spesso farla crescere significa rinunciare.

 Cara Giorgia e cara Elly  e anche cara Camusso, da quanto non vi confrontate con questo mondo complicato, questo percorso ad ostacoli che tende a penalizzare chi non vuole rinunciare a leggere le favole ai propri figli, a chi non vuole rinunciare ad una passeggiata con il proprio compagno al tramonto, a chi ha il diritto di andare a trovare i propri genitori anche durante la settimana, a  chi non vuole rinunciare a momenti di socialità, a chi vorrebbe non volere sentirsi in colpa per non esserci stata in alcuni momenti importanti. Cosa pensate di fare per chi da anni e anni lavora in casa, lavorando il doppio senza alcun riconoscimento? Cosa farete per chi si divide tra lavoro, famiglia e genitori anziani, per chi non sceglie liberamente ma sceglie per necessità, per quelle donne che vogliono vivere libere di poter accedere a lavori che non siano regolati dagli orari degli “uomini”. Siete donne, evviva, ma come spesso accade per sentirvi davvero alla pari vi comportate da uomini, non sempre profondi conoscitori dell’universo femminile. Cosa farete per quelle donne che nel mondo non possono studiare e vengono discriminate, cosa farete per quelle donne che fuggono con i figli o sole per cercare nell’Occidente la libertà e il riscatto, cosa farete per mia figlia che crede che una famiglia non sia conciliabile con alcune carriere lavorative, cosa farete per quelle donne vittime di culture e uomini brutali, cosa farete per chi ha scelto di lavorare con ambizione e determinazione senza essere giudicata? 

Forse le donne, da sole, senza aiuti esterni, come sempre troveranno le soluzioni migliori, ma la domanda che mi pongo ma è proprio la parità che voglio, o voglio che la mia diversità non sia un ostacolo? Voglio essere diversa perché non mi piace essere uguale a nessuno e perché la diversità deve essere rispettata, apprezzata, temuta talvolta, la diversità ci rende uniche e unici, senza tutta la fuffa che si è costruita per non fare nulla!

Forse ha ragione la mitica Marilyn Monroe :”Le donne che cercano di essere uguali agli uomini mancano di ambizione”.

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