Eurovision, 1400 artisti e professionisti finlandesi chiedono la messa al bando di Israele
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Eurovision, 1400 artisti e professionisti finlandesi chiedono la messa al bando di Israele

Più di 1.400 professionisti dell'industria musicale finlandese hanno firmato una petizione che chiede la messa al bando di Israele dall'Eurovision per «crimini di guerra» a Gaza.

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11 Gennaio 2024 - 09.59


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Effetti collaterale della guerra di Gaza nella quale Israele è andata ben oltre il diritto di difesa ma è stata accusata da quasi tutte le agenzie dell’Onu di punizione collettiva e violazione del diritto internazionale.

Più di 1.400 professionisti dell’industria musicale finlandese hanno firmato una petizione che chiede la messa al bando di Israele dall’Eurovision per «crimini di guerra» a Gaza. Lo riferisce la Bbc sottolineando che se Israele non sarà escluso, i firmatari chiedono che l’emittente pubblica Yle ritiri la partecipazione della Finlandia dalla competizione. Yle afferma che sta monitorando la posizione dell’Ebu (Unione europea di radiodiffusione), organizzatore del concorso. Il mese scorso, i musicisti islandesi hanno avanzato richieste simili all’emittente televisiva Rúv.

Tra i firmatari figurano gli artisti finlandesi Olavi Uusivirta, Paleface e Axel Ehnström, che hanno rappresentato il Paese nel concorso del 2011. Gli artisti accusano Yle di doppiopesismo, affermando che l’emittente è stata tra le prime a chiedere l’esclusione della Russia dal concorso del 2022, «e quindi ci aspettiamo la stessa attiva difesa dei valori anche adesso».

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Il giorno dopo che la Russia aveva lanciato la sua invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022, il rappresentante di Yle, Ville Vilén, aveva affermato che l’attacco di Mosca è “contrario a tutti i valori che Yle e altre emittenti europee rappresentano”. L’Ebu subito dopo ha vietato alla Russia di partecipare all’Eurovision. Vilén ha però specificato che la situazione in Israele e Gaza «non è proprio la stessa». «Per quanto raccapricciante sia, non è una guerra di aggressione di uno Stato nei confronti di un altro, come quella tra Russia e Ucraina», ha detto il mese scorso al tabloid finlandese Ilta-Sanomat.

Il capo delle comunicazioni di Yle, Jere Nurminen, ha detto al quotidiano Hufvudstadsbladet che l’emittente sta seguendo la situazione e sta discutendo con l’Ebu e altre emittenti pubbliche. Yle prevede anche di incontrare gli autori della petizione. L’Eurovision di quest’anno si svolgerà nella città svedese di Malmö.

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